Milano, 14 set. (Adnkronos) – Luca Sostegni, presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta vendita gonfiata di un immobile a Cormano alla Lombardia Film Commission, ricattava lo stesso Scillieri per ‘delle questioni riguardanti la Lega”. E’ quanto emerge da un’intercettazione agli atti dell’inchiesta coordinata dai pm Stefano Civardi ed Eugenio Fusco. La telefonata è del 17 novembre 2019 tra i fratelli Fabio Barbarossa, anch’egli finito agli arresti domiciliari, e Gabriella, moglie di Scillieri, da cui emerge, come scrivono i pm, che ‘Sostegni avrebbe ricattato Scillieri per delle questioni riguardanti la Lega”.
Circostanza che ‘non sorprende però più di tanto la moglie di Scillieri, la quale riferisce che la vicenda ha subito degli sviluppi che lei stessa aveva previsto, dimostrandosi così a conoscenza di fatti di interesse investigativo”, si legge negli atti.
La donna, parlando del marito, racconta al fratello che ‘Sostegni lo ricatta”. L’uomo afferma di non crederle: ‘In che modo scusa”¦”, le chiede. ‘Per delle cose della Lega”, risponde lei. ‘Sempre la donna -si legge negli atti- riferisce di aver affrontato la questione del ricatto di Sostegni due giorni prima direttamente col marito, apparso emotivamente molto provato, il quale ‘disperato’ per le minacce subite avrebbe deciso di parlarne anche con Di Rubba”.