Milano, 14 set. (Adnkronos) – ‘Personalmente reputo che non vi siano mai stati 49 milioni quali disponibilità liquide sui conti della Lega nel periodo di mia competenza”. E’ quanto afferma ai pm di Milano il commercialista Andrea Manzoni, revisore della Lega alla Camera finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’ambito dell’indagine sulla presunta vendita gonfiata di un immobile a Cormano, nel Milanese, alla Lombardia Film Commission.
Sui 49 milioni di euro di rimborsi elettorali al centro dell’inchiesta della Procura di Genova Manzoni spiega che ‘occorre distinguere tra i conti di disponibilità dell’associazione federale e i conti in disponibilità delle articolazioni locali che, sebbene prima del 2015 non fossero istituite come associazioni indipendenti, anche prima del 2015 di fatto avevano conti correnti sui quali aveva la forma solo il delegato locale”. Per il commercialista è ‘quindi un errore cumulare la disponibilità sui conti correnti dei quali poteva disporre il tesoriere con quella delle giacenze sui conti correnti delle articolazioni locali sui quali il tesoriere non poteva avere potere di firma”.