David Ramos/Getty Images

Un’indagine partita a febbraio, ma venuta a galla solo nella giornata di oggi, quando la Procura di Perugia ha iscritto nel registro degli indagati gli esaminatori che hanno sottoposto Luis Suarez all’esame di italiano la scorsa settimana. Secondo la Guardia di Finanza che conduce le indagini, l’argomento del test e il voto sarebbero stati concordati prima dello svolgimento della sessione, come emerso dalle intercettazioni ambientali raccolte dalle Fiamme Gialle.

Suarez
Francois Nel/Getty Images

Intervenuto a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, il Colonnello della GdF Selvaggio Sarri che coordina le indagini ha spiegato: “l’indagine è nata per caso, come la maggior parte di queste. Siamo partiti, a febbraio 2020, a fare accertamenti sull’Università per Stranieri di Perugia per attività poco trasparenti. Ci siamo trovati in questa situazione in cui è stato chiesto, da parte di una squadra di Serie A, di far svolgere l’esame a Suarez. La Juventus era intenzionata a tesserare il giocatore e l’Università era disponibile nel far sostenere l’esame. I problemi sono sorti quando ci siamo trovati di fronte ad una persona che non aveva alcuna conoscenza dell’italiano. Formalmente è stato conseguito con un livello di conoscenza intermedio, ma abbiamo scoperto fosse tutto predeterminato. Non c’è stata alcuna pressione esterna, è stata iniziativa di chi lavora all’Università di Perugia che si sono lasciati ammaliare da un personaggio del genere. La Juventus non è indagata, attualmente, ma vediamo cosa emergerà.

Luis Suarez
Alex Caparros/Getty Images

Sui rischi per gli esaminatori, il colonnello ha ammesso: “il giocatore non rischia nulla. Questo tipo di reato viene imputato solo ai pubblici ufficiali: reato di rivelazione del segreto d’ufficio e, successivamente, nel momento del verbale falso, si ha la falsità ideologica di pubblici ufficiali in atti pubblici. A prescindere dal caso concreto, è l’indole dell’uomo che fa trasgredire le regole. Purtroppo ci sono delle regole che vanno rispettate per garantire l’uguaglianza di tutti, ahimè sono stati sfortunati ad aver compiuto questi atti mentre stavamo indagando su di loro. Parente di Sarri? Se lo fossi, sarei sui campi di calcio e non dietro una scrivania (ride, ndr)”.