Napoli, 13 set. (Adnkronos) – “Una tragedia immensa. Sono stato tutta la mattina a parlare con Pina e Franco, i genitori di Maria Paola: sono distrutti. Sono in un mare di lacrime”. A dirlo all’Adnkronos, parlando del dramma nel Napoletano, don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano (Napoli), dove vive nell’incidente avvenuto venerdì scorso, mentre il fratello è in carcere, accusato di omicidio preterintenzionale, per la morte della giovane.
“Maria Paola è diventata maggiorenne a luglio scorso – sottolinea don Patriciello che ha battezzato sia lei che il suo compagno – Appena ha compiuto i 18 anni è voluta andare via di casa ma non è corretto dire, come riportato dalla stampa, che è andata a convivere con Cira, che ha scelto di chiamarsi Ciro. Non avendo un lavoro, Ciro non aveva soldi per far fronte alle spese di una casa. La verità è che lui e Maria Paola venivano di volta in volta venivano ospitati da qualche parente di Ciro ad Acerra. Questa condizione naturalmente non faceva piacere ai genitori di Maria Paola. Lei era la ‘cocca’, la ‘piccola’ della casa”.
Una relazione e una condizione che “faceva terribilmente soffrire Pina e Franco – aggiunge don Patriciello – A modo loro, hanno tentato in tutti i modi di far capire alla figlia che non doveva lasciare la scuola di estetista. I Gaglione sono una famiglia povera, che non può certo permettersi una schiera di avvocati. Una famiglia che da un giorno all’altro si è trovata catapultata in questa situazione più grande di loro”. Certo, “senza ombra di dubbio, i genitori non erano preparati a questo tipo di relazione, ma pian piano stavano abituandosi all’idea. Quello che non accettavano più di tutto è che la figlia se ne fosse andata via così, all’avventura, senza un lavoro. Avrebbero solo voluto creare un futuro per lei”.