(Adnkronos) – In un Duomo trasformato in palcoscenico, nel pieno rispetto del distanziamento (600 le persone sedute), l’organico del Piermarini è al completo: 94 orchestrali, 90 coristi, 4 solisti più il direttore. Una prova difficile anche per il distanziamento. Alle spalle degli orchestrali (con la mascherina come chiesto dal Quirinale), distribuiti su otto file a distanza di due metri, sono disposti i coristi, alcuni dei quali anche dietro le colonne del Duomo costretti a seguire da uno schermo i gesti del maestro. Tra il direttore e l’ultimo dei coristi lo spazio è di alcune decine di metri. Il Coro è preparato da Bruno Casoni e vede protagonisti i solisti Krassimira Stoyanova, El?na Garanca, Francesco Meli e René Pape.
In questa serata che segna il ritorno alla musica c’è “lo strazio della perdita, ma anche dalla volontà comune di segnare una nuova strada per la nostra comunità. Lo strazio per le morti cui dedichiamo questo concerto, costituisce un monito per tutti noi perché, anche e soprattutto per rispetto nei confronti di tante vite spezzate e del dolore dei loro congiunti, torniamo a riconoscere, nei fatti e non solo a parole, la salute come bene comune e più prezioso delle nostre vite”, spiega il sindaco di Milano, Giuseppe Sala che sottolinea come “sia giusto riuscire a guardare avanti”.
Un concerto che segna un “momento importante, di riflessione, per ricordare, per dimostrare di essere tutti uniti in questa battaglia che stiamo vincendo. Le notizie che parlano di vaccini sono molto positive, oggi la situazione è sotto controllo”, spiega il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Un omaggio alle vittime e alla musica salutato con circa 6 minuti di applausi e l’intera platea in piedi. La Messa da Requiem di Verdi sarà replicata in due luoghi simbolo della pandemia: il 7 settembre a Bergamo, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, e il 9 settembre nel Duomo Vecchio di Brescia.