(Adnkronos) – Intanto in vista della riunione di domani gli operatori di mercato sembrano convergere sulla conferma di un sostanziale ‘status quo’. “Se l’apprezzamento dell’euro continuerà, probabilmente produrrà un impatto negativo sulle esportazioni europee e sulla crescita. Tuttavia, non crediamo che Bce annuncerà nuove misure monetarie, come invece è successo prima dell’estate con l’estensione del programma Pepp. A nostro avviso infatti non c’è l’urgenza di incrementare questo programma di acquisto a settembre”, sostiene Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income and Member of the Executive Committee di Candriam.
Dello stesso parere anche Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud Am, che si aspetta che la Bce domani “invii un messaggio ultra-accomodante, mantenendo in essere la politica monetaria attuale”. Anche David Riley, Chief Investment Strategist, BlueBay Asset Management, non si aspetta che l’Eurotower “annunci importanti cambiamenti nel meeting di domani, dopo che a luglio ha esteso di sei mesi fino a giugno 2021 il suo programma di acquisto di bond da 1.350 miliardi di euro. Alcuni membri del Consiglio direttivo hanno recentemente dichiarato che al momento non è necessaria alcuna altra iniziativa di supporto”.
Comunque, rileva Andreas Billmeier, sovereign research analyst di Western Asset (Franklin Templeton), “ci aspettiamo che la Bce riveda al rialzo l’andamento della crescita nel medio termine e forse riduca la traiettoria dell’inflazione tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. Come già detto, l’andamento del Pil è leggermente migliore rispetto alle proiezioni macroeconomiche di giugno, ma non così tanto da rientrare nelle previsioni più ottimistiche di quel periodo. Sul fronte dell’inflazione, i dati volatili di luglio e agosto sono – se combinati – in linea con lo scenario di base della Bce per il terzo trimestre, ma le rilevazioni di settembre potrebbero abbassare leggermente la media trimestrale avvicinandola verso lo scenario più grave”.