Leo Messi
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Un malessere lungo un’intera stagione, maturato con il sentore di non riuscire più ad essere competitivo come vorrebbe, accentuato da un’annata conclusa senza trofei e un umiliante 8-2 subito in Champions League. Leo Messi fa chiarezza sulla sua volontà di lasciare il Barcellona in un’intervista alla versione spagnola di ‘Goal.com’, disponibile anche su DAZN, raccontando diversi retroscena su quella che di fatti diventa una permanenza obbligata.

Perché hai aspettato così tanto prima di rompere il silenzio?

In primo luogo perchè dopo la sconfitta di Lisbona è stato molto difficile. Sapevamo che il Bayern era un rivale molto duro, però non che potesse finire in quel mondo, dando quell’immagine così brutta per il club e per il barcelonismo. Stavo male, non avevo voglia di niente. Volevo solo che passasse il tempo per poi chiarire tutto“.

Perchè hai detto al Barcellona che saresti potuto andare via?

Leo Messi
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Ho detto alla società, soprattutto al presidente, che volevo andare via. Gliel’ho detto durante tutto l’anno. Pensavo che fosse il momento di farsi da parte. Credevo che il club avesse bisogno di gente più giovane, di gente nuova, e pensavo che si stava per concludere la mia avventura al Barcellona con grande dispiacere, perchè ho sempre detto che avrei voluto chiudere qui la mia carriera. E’ stato un anno molto complicato, ho sofferto molto durante gli allenamenti, nelle partite, nello spogliatoio. Era diventato tutto molto difficile per me e è arrivato un momento in cui ho pensato di andare in cerca di nuovi obiettivi, di aria nuova. Non è stato a causa del risultato in Champions contro il Bayern, era da molto tempo che stavo pensando a questa decisione. Gliel’ho detto al presidente e il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se andarmene o se restare e alla fine non ha mantenuto la sua parola“.

Ti sei sentito solo?

Leo Messi
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No, non mi sono sentito solo. Solo no. Al mio fianco ci sono stati quelli di sempre. Questo mi basta e mi rafforza. Però si, mi ha fatto male sentire cose dette dalla gente, dai giornalisti, persone che hanno messo in dubbio il mio barcelonismo dicendo cose che non credo di meritarmi. Mi è servito anche per vedere chi è chi. Il mondo del calcio è molto difficile e ci sono tante persone molto false. Quello che mi è successo mi è servito per riconoscere tante persone false di cui avevo un’altra considerazione. Mi ha fatto male quando è stato messo in dubbio il mio amore per questo club. Che io vada o che io resti, il mio amore per il Barcellona non cambierà mai“.

Che cosa è successo quando hai detto alla tua famiglia che avresti potuto lasciare il Barcellona?

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David Ramos/Getty Images

Quando ho comunicato la mia volontà a mia moglie e ai miei figli è stato un dramma. Tutta la famiglia è scoppiata a piangere, i miei bambini non volevano lasciare Barcellona, non volevano cambiare scuole. Ho guardato oltre e volevo competere ai massimo livelli, vincere titoli, competere in Champions League. Puoi vincere o perdere, perchè è molto difficile, ma devi competere. Almeno competere e non crollare come a Roma, Liverpool, Lisbona. E questo mi ha portato a pensare sulla decisione di andar via. Come detto, pensavo ed ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno. Adesso si aggrappano al fatto che non l’ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per La Liga nel mezzo di questo tremendo Coronavirus e che questa malattia ha alterato tutta la stagione. E questa è la ragione per la quale resterò al Barcellona. Adesso resterò perchè il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile“.

Un messaggio ottimistico per i tifosi del Barça per il futuro?

Lionel Messi
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Come al solito. Darò il massimo, farò del mio meglio per lottare per tutti gli obiettivi e spero di potermi dedicare alle persone che hanno passato un brutto periodo. Ho passato un brutto periodo quest’anno, ma è ipocrita dirlo se lo paragoni a quello vissuto da persone che hanno avuto davvero un brutto periodo in questa battaglia contro il virus, persone che hanno perso parenti e che hanno perso molte cose. Spero di poter dare il massimo e dedicare le vittorie a tutte quelle persone che ci accompagnano dall’alto e alle loro famiglie, a quelle persone che stanno passando un brutto periodo. Supereremo insieme anche questa per tornare alla normalità“.