Caster Semenya
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Troppo uomo‘ per gareggiare insieme alle donne. La Corte Suprema svizzera ha rigettato il ricorso presentato contro il pronunciamento del Tas del maggio 2019, secondo il quale i valori di testosterone presenti per natura nel sangue di Caster Semenya rendono irregolare la sua partecipazione alle gare femminili comprese fra i 400 metri e il miglio. L’atleta, nata con dei tratti intersex che le sono costati diverse polemiche anche sulla sua reale sessualità, non si sottoporrà ad alcuna cura ormonale per poter gareggiare regolarmente.

Caster Semenya
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L’appello è stato respinto – hanno spiegato gli avvocati della Semenya in un comunicato – ma è stato chiarito che la federazione internazionale, chiedendo alla nostra assistita di sottoporsi a interventi ormonali, ne ha pesantemente minacciato l’integrità fisica. Tali pratiche, infatti, sono sconsigliate, perché producono effetti negativi e, inoltre, non sarebbero certo figlie di una libera scelta“. L’atleta sudafrica, campionessa olimpica a Londra 2012 e Rio 2016, promette battaglia: “non permetterò che altri non mi consentano di essere chi sono: continuerò a combattere per i diritti delle donne atlete, in pista e fuori, fino a che non potremo correre così come siamo nate. So quel che è giusto e farò tutto quanto nelle mie capacità per proteggere soprattutto le più giovani“.