Filippo Tortu
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Un festival degli azzurri. In un momento straordinario per il nostro movimento, come sottolineato dal presidente FIDAL Alfio Giomi. “Abbiamo disegnato il programma tecnico in base alle specialità dell’eccellenza italiana”, le parole del meeting director Luigi D’Onofrio. E di eccellenza ce n’è tanta. Il Golden Gala Pietro Mennea è la migliore vetrina possibile per gli atleti azzurri, potenziali protagonisti della tappa italiana della Wanda Diamond League giovedì 17 settembre. L’azzurro che corre più veloce di sempre nei 100 metri (Filippo Tortu), l’uomo che salta più in alto (Gianmarco Tamberi), il mezzofondista che sta spostando i limiti nei 5000 e nei 10.000 (Yeman Crippa), il gigante che lancia più lontano (Leonardo Fabbri), secondo di sempre nelle liste italiane come pure Claudio Stecchi (asta), Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) e Ayomide Folorunso (Fiamme Oro). Un concentrato di talenti azzurri che possono confrontarsi senza paura con i top player mondiali e provare il colpaccio in diverse specialità. L’atletica italiana, con 29 atleti, si prepara per la serata dell’Olimpico con il rispetto che si deve alle star planetarie ma anche con la consapevolezza che, nel complesso, sta facendo passi in avanti e non sta sprecando questi mesi nonostante un 2020 stravolto dalla pandemia.

IN PISTA – Il derby Tortu vs Jacobs è tra i temi clou, in chiave azzurra, del Golden Gala intitolato a Pietro Mennea. Si sono incontrati sullo stesso rettilineo già due anni fa: era la notte del 10.04 di Tortu, preludio del 9.99 di Madrid che avrebbe rivoluzionato le gerarchie dei centometristi italiani di ogni epoca. Marcell Jacobs (Fiamme Oro) è l’azzurro più veloce dell’anno (10.10), Filippo Tortu (Fiamme Gialle) con 10.12 rincorre, ma nel confronto diretto ha sempre vinto in questa stagione. Stavolta c’è in palio il primo successo di un azzurro in Wanda Diamond League nei 100 metri e certo, va bene, non è l’anno dei super fenomeni in pista, ma è pur sempre un gioiello da mettere nel palmarès: i vari Simbine, Cissé, Rodgers, in ogni caso, non renderanno la vita semplice al duo di casa nostra. Tremila metri per Yeman Crippa (Fiamme Oro): privato Totò Antibo di alcune delle sue gemme storiche, i record dei 5000 e dei 10.000, il trentino “sfida” un altro dei mostri sacri del mezzofondo italiano. Trema il primato di Gennaro Di Napoli, datato 1996 (7:39.54), per mano di un Crippa in periodo di grazia, capace di spingersi dove nessun altro (13:02.26 a Ostrava) nei 5000. Alla corte di Jakob Ingebrigtsen e Jacob Kiplimo la pattuglia azzurra è arricchita da Osama Zoghlami (bravissimo nel 2019 sulle siepi) e Mohad Abdikadar, entrambi Aeronautica, Pietro Riva (Fiamme Oro), Marouan Razine (Esercito) e Pietro Arese (Safatletica Piemonte). Negli ostacoli, può splendere Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro), sempre alla ricerca di un record italiano ormai alle porte (12.76 di Veronica Borsi) e al banco di prova della leader mondiale stagionale Nadine Visser. Nei “suoi” 100hs anche Elisa Di Lazzaro (Carabinieri) confida nell’Olimpico per la prima discesa regolare sotto i tredici secondi. Tra gli uomini dei 110hs Lorenzo Perini (Aeronautica) e Paolo Dal Molin (Fiamme Oro) aspettano l’evento dell’anno per la fiammata del loro 2020. Così come Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) nei 400hs: due stagioni fa l’Olimpico la lanciò alla migliore prestazione italiana under 23. Stavolta sarà stimolata dall’olandese Femke Bol, ventenne “rising star” della specialità. E nel giro di pista con barriere al maschile, teatro dello show di Karsten Warholm, può esaltarsi Mario Lambrughi (Atl. Riccardi Milano 1946). Anna Bongiorni (Carabinieri), oggi 27 anni (auguri!), ha l’onore di battagliare con la campionessa olimpica Elaine Thompson-Herah nei 100 metri. E scalpita la nouvelle vague dei 400: purtroppo senza l’infortunato Davide Re, il giro di pista guarda avanti con Edoardo Scotti (Carabinieri) e Vladimir Aceti (Fiamme Gialle), per i quali il sogno proibito (ma neanche troppo) resta il primato U23 di Claudio Licciardello (45.25). Tra le donne, spazio ai volti nuovi Alice Mangione (Atl. Brescia 1950 Metallurgica San Marco) e Rebecca Borga (Fiamme Gialle), migliori interpreti dell’anno azzurro. Negli 800 metri, alla presenza della capolista stagionale Elena Bellò (Fiamme Azzurre), in progresso nel 2020, si è aggiunta quella di Eleonora Vandi (Avis Macerata).

IN PEDANA – È il suo stadio. Non c’è la sua gente, ma l’Olimpico può dare la spinta a Gianmarco Tamberi (Atl. Vomano) che completa la propria stagione nell’alto: un 2020 che non ha offerto un rendimento costante per il campione europeo indoor, comunque salito a 2,31 in inverno e 2,30 in estate. Lo scorso anno ha infiammato la Curva Sud con il suo 2,28 e anche nel 2016 era decollato in pedana (2,30). Stavolta sarà in compagnia di un altro funambolo azzurro come Stefano Sottile (Fiamme Azzurre), giovane capace di 2,33 nel 2019. Tra le donne, Elena Vallortigara (Carabinieri) ha l’ambizione di sistemare una stagione che era partita a bomba in inverno (1,96) e non è lievitata all’aperto: il big match tra le ucraine Yuliya Levchenko e Yaroslava Mahuchikh può darle la carica, e trascinare pure la finalista olimpica di Rio Desirèe Rossit (Fiamme Oro). Nel peso, la grande occasione di Leonardo Fabbri: ha dato forfait il polacco campione d’Europa Michal Haratyk e la competizione ne risente un po’, ma il lanciatore dell’Aeronautica può svettare su tutti, dall’alto del suo 21,99 degli Assoluti di Padova. Vivrà un sogno Vincenzo D’Agostino (Avis Barletta) che potrà lanciare in mezzo ai grandi, come pure il neo italiano Zane Weir (Enterprise Sport & Service). Il salto con l’asta, una delle specialità di riferimento dell’intera serata, per la presenza illustre del prodigio Armand Duplantis e dell’ex primatista Renaud Lavillenie, può scatenare Claudio Stecchi (Fiamme Gialle), rinfrancato dal 5,82 della scorsa settimana a Chiari, a otto centimetri dal record italiano del suo allenatore Giuseppe Gibilisco.