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Due trofei messi in bacheca in queste ultime settimane, in attesa di rituffarsi sulla Champions League, che vedrà il PSG opposto all’Atalanta nei quarti di finale. Marco Verratti conosce bene i nerazzurri e non ha nessuna intenzione di sottovalutarli, a maggior ragione dopo un post-lockdown così esaltante, nel corso del quale la squadra di Gasperini ha perso solo una partita.

Atalanta
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Interrogato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Pescara ha espresso il proprio parere sulla Dea, mettendo in guardia i propri compagni: “conosciamo il valore dell’Atalanta come quello di tutte le otto squadre dei quarti. Sarà dura, ma è normale a questo livello della competizione. Credo che un’idea se la siano già fatta, di una squadra che si merita di stare dov’è in classifica, di nuovo terza, ma solo a -5 dalla prima, dopo aver lottato per il titolo. L’Atalanta si gioca un posto in semifinale e ha dimostrato di poter stare tra le grandi, anche senza contare su grandi individualità, ma compensando con un bel gioco collettivo e un forte spirito di squadra. L’assenza di Ilicic peserà come può pesare l’assenza di Messi al Barcellona o quella di Ronaldo alla Juventus. Ma anche senza Ilicic l’Atalanta ha continuato a vincere. Significa che hanno un modo di giocare elaborato che risolve le assenze, anche facendo emergere giocatori giovani. Ed è tutto merito del lavoro di Gasperini“.

Mbappe
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Sulla possibile assenza di Mbappé, Verratti ha ammesso: “io spero che ci sia perché la differenza si sente se mancano giocatori come lui o Neymar. Ma con quel tipo di infortuni si va a giorni alterni: a volte sembra che sia passato tutto e poi la caviglia torna a farti male. Kylian sta lavorando sodo per tornare, ma non gli va messa pressione. Serve prudenza. Ha solo 21 anni e non può mettere a repentaglio la carriera per una partita. Lo aspettiamo. Icardi? E’ un giocatore d’area e magari si nota se non fa gol, ma è prezioso anche per aprire spazi a Neymar e Mbappé. Grazie al suo passato in Italia, ha acquisito una grande cultura tattica utile pure in fase difensiva. Non c’è da preoccuparsi. Ha il gol nel sangue, prima o poi si sblocca“.

Ibrahimovic
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Da Messi a Ibrahimovic, il centrocampista del PSG poi ha proseguito: “Leo all’Inter a me sembrano solo voci di mercato, ma è la prova che la Serie A è tornata in alto e attira di nuovo grandi campioni. Non è un caso che Ronaldo, Lukaku, Ribery abbiano scelto di venire da noi. E se il giovane De Ligt ha scelto il nostro campionato, significa che ci sono belle prospettive. Ibra non mi ha sorpreso, perché quando lo vedo arrabbiarsi così, anche a quasi 39 anni, è sempre buon segno e vuol dire che sta al meglio. E’ quando tace che c’è qualcosa che non va. Mi sembra sia sempre l’Ibrahimovic dei tempi del Psg che segna e soprattutto con il suo carattere fa cambiare la mentalità di tutti, in partita e in allenamento“.