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Il Trofeo Settecolli sarà l’occasione per il ritorno alle gare di Ilaria Cusinato che, dopo aver superato i suoi problemi di bulimia, torna in acqua per dimostrare di essersi messa alle spalle un periodo difficile della propria carriera. La nuotatrice azzurra si cimenterà nei 400 sl, nei 200 farfalla e misti con l’obiettivo di ottenere un buon risultato in vista dei prossimi impegni.

Cusinato
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Intervistata dalla Gazzetta dello Sport, l’atleta italiana ha ammesso: “ho deciso di parlarne perché ormai la bulimia, i vomiti e il malessere sono alle spalle: è stata una presa di coscienza anche per chi magari sta passando adesso un brutto periodo. Nello sport ci sono tantissime persone che soffrono il mio stesso disturbo alimentare. Mi sento molto meglio, ci sto lavorando più che bene e ora non odio più il mio corpo come negli anni scorsi, mi fa stare bene meglio con me stessa non dover affrontare quel problema durante le mie giornate, nella quotidianità. Se adesso qualcuno mi fa commenti sul fisico in senso negativo, ‘oh sei ingrassata, oh hai preso qualche chilo’, a me fa ancora andare nel pallone, mi dà fastidio. Su questo aspetto devo ancora lavorarci un po’“.

Ilaria Cusinato
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La svolta al collegiale di Ostia: “lì quasi tutti i miei compagni sapevano, non eravamo tanti. Uno di loro decise di chiamare mia sorella, di sua iniziativa: si era preoccupato. Con il Moro mi sono sempre trovata bene, con lui sarei rimasta sempre, se non fosse stato per l’ambiente. Non era questione di metodo di lavoro, anzi i più grandi risultati li ho ottenuti con lui. Però io non ho mai avuto il coraggio di dirlo, non sentivo la necessità di doverlo andare a dire, perché ormai vivevo in questa mia ‘normalità’ e mi ero adeguata. Ma quando poi me ne sono resa conta era troppo tardi. Ormai ero arrivata al limite e non potevo più continuare in quel modo per una questione personale“.

Ilaria Cusinato
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Adesso la situazione è migliorata notevolmente: “da quando sono con Moreno Daga i miei genitori mi vedono felice e serena, vedono che sto lavorando con fiducia e sono tranquilla. Ora loro della mia situazione sono contenti. La prima gara è ogni giorno, entrare in acqua e dare il massimo lì. Poi per le Olimpiadi pian piano ci penseremo. Non sono cambiata: crescendo, le esigenze cambiano. A volte a Padova esco meno la sera per risparmiare energie, mi godo le vacanze e devo ringraziare il mio ragazzo David che mi ha svegliata. A tutti dico di non fare il mio errore, bisogna comunicare il malessere sennò si rischia grosso. Il nuoto può aiutare: sin da piccoli veniamo catapultati in un mondo ‘da grandi’, devi saperti fare una corazza già da quando hai 15-16 anni. Ti fa crescere molto. Avrò sempre questo amore e odio col mio fisico: non è una cosa che passerà, ma bisogna conviverci, come tutti bisogna affrontare le proprie paure“.