Zvonimir Boban
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Cinque mesi fa l’addio, uno strappo impossibile da ricucire che ha portato alla separazione tra Boban e il Milan, mettendo fine ad un rapporto caratterizzato da alti e bassi.

Pioli
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L’ex dirigente rossonero è tornato a parlare della sua esperienza rossonera ai microfoni della Gazzetta dello Sport, esprimendo il suo punto di vista sull’esaltante finale di stagione: “mi sono divertito tanto soprattutto per il Milan che è stato super. Maldini dovrebbe avere un ruolo più centrale, per mille motivi ma sopratutto per quello della competenza dimostrata. Ci siamo divertiti troppo poco tempo ma c’est la vie. Pioli? E’ un’ottima persona e un ottimo allenatore, ci siamo sentiti dopo la firma e mi ha fatto tanto piacere. Ovvio che sono soddisfatto, ha fatto un lavoro di assoluto livello. Alla fine, Pioli era la nostra scelta nel momento di grande difficoltà ed è bello vedere tanti grandi progressi della squadra e anche suoi“.

Ibrahimovic
Marco Luzzani/Getty Images

Boban poi si è soffermato sul futuro di Ibrahimovic, arrivato in rossonero proprio grazie al croato: “avevo chiesto a febbraio di rinnovare il suo contratto perché avevamo con lui un gentlemen agreement: il patto era che, se non fosse stato sufficientemente in forma, avrebbe smesso da solo. Ecco, ero sicuro che non ci sarebbero stati problemi con lui, perché Zlatan è consapevole di se stesso e del suo corpo. Però il rinnovo in quel momento non si è potuto fare, diciamo così. Ibra è un genio, una forza della natura e fa ancora la differenza. È fondamentale che rimanga ancora almeno per un anno. La sua importanza è evidente e ha molteplici aspetti. Con lui è cambiato tutto nella squadra, a cominciare dalla crescita dei giovani. Basta vedere Rafael Leao che è un talento straordinario, ma aveva bisogno di una guida e ha avuto la migliore possibile. Per tutto questo, dobbiamo sempre ringraziare e rispettare Zlatan“.

Ibrahimovic
Marco Luzzani/Getty Images

Riguardo il suo addio al Milan, Boban poi ha ammesso: “rifarei tutto, non potevo rischiare di vedere nello specchio uno sconosciuto con la mia faccia. Personalmente sono felice che tante decisioni discusse e non capite si siano rivelate di alto livello. Ora tutti vedono che le nostre scelte, tra mille complessità, non sono state fatte invano e che la base per un vero Milan c’è. Abbiamo fatto tutto in pochi mesi. Il fatto è che bisogna sapere che il tempo calcistico è diverso da quello normale, sono pochi a capirlo e pochi ad avere la pazienza di aspettare. Auguro a quelli che lavorano ancora nel Milan di completare l’opera nei migliore dei modi e nel rispetto della grandezza e della storia del nostro club“.