Cristiano Ronaldo
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Dalla Francia arriva una bordata clamorosa alla Juventus. Thierry Marchand, prestigiosa firma di France Football, parla senza mezzi termini di un presunto malcontento di Cristiano Ronaldo, pronto a lasciare i bianconeri per una squadra realmente alla sua altezza, come il PSG.

Cristiano Ronaldo
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Il fiornale francese parte da un fatto risalente al 22 ottobre scorso, dopo il sofferto 2-1 sulla Lokomotiv Mosca in Champions League che avrebbe convinto CR7 di trovarsi in una squadra di caratura inferiore alla sua. “E’ in quei momenti che CR7 si immagina altrove, laddove lo possono capire, dove gli vengono dati i mezzi per andare ancora più in alto, dove sentirsi amato in modo irragionevole. A Parigi, per esempio. – si legge sul giornale francese che serve l’assist al PSG – Quella sera, ma molto più tardi, Ronaldo sognò ad alta voce del Parco dei Principi riempito di connazionali (c’è una numerosa comunità portoghese a Parigi e dintorni, ndr.), di giocare con Neymar, di cui è amico, o Mbappé che adora. Sognò un club e una città dove vinse già il titolo europeo con la nazionale nel 2016. Sognò ad occhi aperti di una porta che potesse aprirsi, da aprire. Se Nasser Al Khelaifi fosse stato in quella stanza, gli sarebbe bastato allungare un foglio per farne un giocatore del Psg“.

Ronaldo e Cuadrado
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Non sarebbe solo una questione calcistica: “Torino – sottolinea France Football – non è Madrid. Torino non è la Premier League. Torino è nascosta dietro le montagne. Il club è magari grande, ma la squadra non è delle dimensioni di Ronaldo. CR7 non è infelice, ma non è neppure felice. E l’inverno, con le undici partite in gol, annunciava già la sua partenza“. Dopo la pandemia però… “Le chance che resti a Torino sono più importanti oggi che in primavera, soprattutto se la Juventus vincesse al Champions che le sfugge dal 1996, proprio a Lisbona“.

France Football chiude parlando di CR7 come un priogioniero: “Cristiano Ronaldo ha segnato il 41% dei gol di una squadra che non conviene alle sue aspirazioni, in cui si sente prigioniero. Prigioniero e solitario, se non incompreso. Se Allegri era un politico agli ordini, Sarri, che il portoghese stima più preparato tatticamente, rimane un oggetto non identificato, un figlio di operaio testardo che sta alla Vecchia Signora quanto un marziano con una ricca ereditiera“.