Antonio Conte
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43 punti fuori casa, la miglior difesa, il secondo miglior attacco, abbiamo perso meno di tutti… Il merito va attribuito soltanto a questi ragazzi, alle persone che hanno lavorato con loro, nelle mille difficoltà che ci sono state a livello di infortuni e di disponibilità di alcuni calciatori. Non voglio dire che è stato fatto un grande lavoro, ma 82 punti… da tempo non si vedevano questi numeri“. Antonio Conte snocciola i numeri più importanti dell’ottima stagione della sua Inter, conclusa con un secondo posto a -1 della Juventus che dovrebbe far felice l’ambiente nerazzurro, ma che invece ha il sapore dell’amarezza.

Emilio Andreoli/Getty Images

E sentendo le parole di Conte a Sky Sport, potrebbe esserci qualcosa in più della semplice amarezza. Conte oggi è deluso dalla società, al punto di essere insicuro sul proprio futuro: “non è stato riconosciuto il lavoro mio o dei ragazzi, e ho visto pochissima protezione da parte del club. Quando si vuole vincere si deve essere forti dentro e anche fuori dal campo. A fine anno parleremo col presidente e faremo le valutazioni. Non mi piace quando la gente sale sul carro, si deve stare sempre sul carro, nei momenti positivi e negativi. All’Inter non è successo questo, pensavo ci fosse più protezione e così non è stato. Se si è deboli, diventa difficile proteggere squadra e allenatore.

Emilio Andreoli/Getty Images

E’ stata un’annata molto intensa e difficile, i ragazzi sono stati bravi a creare un gruppo unito nonostante le difficoltà dell’anno come il fatto di trovarci con tre centrocampisti o due attaccanti. Abbiamo superato queste situazioni, oggi mi sento di dare il giusto merito a questi ragazzi e a chi lavora con loro, gente che ha fatto tanto. Magazzinieri, fisioterapisti… Diciamo solo a questi. A me non manca niente, sono stato chiamato qui per un progetto vincente. A fine stagione dirò quello che non mi è andato bene, anche se qualcosa ho detto, e si faranno le valutazioni. Poi ognuno deve vivere tranquillo, io ho una famiglia, e ho avuto poca protezione dal club. Fino a 15 giorni avete spalato cose che non si dicono in tv verso me e i giocatori, ci deve essere protezione. Dobbiamo essere forti anche fuori dal campo, dobbiamo fare ancora tanto. Io oggi ho visto gente salire sul carro, e oggi sul carro tanta gente non deve salire. Non sono parole pesanti, chi mi conosce sa che non uso mezzi termini. Mi ha dato tanto fastidio vedere gente sul carro quando ho visto tante palate di cacca e mi è piaciuto zero, poi protezione nessuna perché ognuno ha pensato di curare il proprio orticello. Ora c’è l’Europa League, Dio vede e provvede… Io ho un difetto: ho una visione e vedo un percorso da fare. E non parlo di mercato“.