webber vettel
Robert Cianflone/Getty Images

E’ tutto pronto per una nuova sfida di Formula 1: i campioni delle quattro ruote tornano a sfidarsi sul circuito di Spa, in Belgio. In attesa di vivere nuove emozioni con i piloti della F1 ad attirare l’attenzione sono i racconti di Marc Webber, ex compagno di squadra di Vettel, proprio sul pilota tedesco.

“C’era una tensione che stava crescendo, io avevo vinto le due ultime gare prima della Turchia, ero in pole e stavo conducendo quella gara. Pensavo che [la vittoria] si giocasse tra noi due. Non eravamo in parata, sicuramente, ma avevamo fatto tanto duro lavoro“, le parole al podcast F1 Unscripted.

Webber ha raccontato poi l’incidente in Turchia con Vettel: “fui sorpreso dalla sua aggressività e ci fu il contatto. Il suo gesto [Vettel diede del pazzo a Webber con un segno della mano, n.d.r.] fece davvero infuriare mia madre. Lei era tipo ‘Mio Dio, non può farti questo, dicendo che sei pazzo’. E poi ovviamente c’erano Christian [Horner] ed il team che erano giustamente furiosi”

Uno dei miei più grandi rimpianti è che avrei dovuto spingere il motore. Ma istintivamente mi dicevo: ‘Dovremmo chiudere questa gara – abbiamo solo tre o quattro o cinque giri da fare e stiamo combattendo l’uno contro l’altro, sforzando un sacco i materiali’. Perché era chiaro, in quella gara, che avremmo dovuto chiudere così il Gran Premio. Chissà se Sebastian si pente ancora oggi di quel particolare Gran Premio. Forse non lo fa, non ne sono sicuro. Ma anche io non sono stato un angelo in certi episodi”, ha concluso.