Binotto
Charles Coates/Getty Images

Giornata dolce e amara al tempo per la Ferrari, che si gode il podio di Charles Leclerc e si dispera per il decimo posto di Sebastian Vettel.

Leclerc GP Silverstone
Bryn Lennon/Getty Images

Due risultati completamente opposti tra di loro, che spaccano a metà il team del Cavallino, da un lato esaltato per il terzo posto del monegasco e dall’altro lato triste per l’ennesima delusione regalata dal tedesco. Interrogato da Sky Sport, Binotto ha ammesso: “Charles è stato molto bravo ieri in qualifica e oggi in gara, soprattutto nella gestione delle gomme. Sapevamo che con questa configurazione avremmo avuto un vantaggio in qualifica, per poi gestire la gara. Charles non si è preso rischi, non ha spinto nelle curve veloci. E’ andato piano per arrivare in fondo. E’ stato premiato alla fine“.

Bryn Lennon/Getty Images

Binotto poi ha parlato di Vettel: “la prestazione non è stata bella in generale. La macchina non è andata benissimo, Seb non ha trovato il ritmo giusto e l’assetto per spingere. Dovremo guardare i dati, capire e provare qualcosa di diverso per lottare con entrambe le macchine. Valuteremo meteo e temperature, la nuova ala che abbiamo portato è stata una scommessa ma anche frutto di analisi e simulazioni. Ripartiamo da questo, poi valuteremo per capire cosa fare nel prossimo week-end. Nel filming-day non ci sarà un lavoro particolare, non sono previsti cambiamenti radicali o componenti significativi in macchina. Ci concentreremo in questi giorni a valutare i dati per prepararci alle prove di venerdì“.

Binotto
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Infine, sull’aria che si respira in Ferrari, Binotto ha sottolineato: “mi trovo bene in Ferrari e con l’azienda, abbiamo gli stessi obiettivi e li ringrazio per l’appoggio che mi danno. Tutti insieme abbiamo una visione condivisa, così come quella della squadra. La situazione non è facile, dobbiamo crescere e migliorare. Siamo però uniti malgrado le difficoltà, abbiamo fame di far meglio. Speriamo di vedere qualcosa prima del 2022, svilupperemo la vettura e non ci fermeremo nel lavoro. Il 2022 rappresenta una discontinuità forte di regolamenti, che potrebbe sparigliare le carte in tavola. Coglieremo quella opportunità, ma non è detto che non lavoreremo fino al 2022″.