Neymar
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Ad un passo dal sogno, poi le lacrime nel recupero. Intendiamoci: è solo calcio. Bergamo ha versato ben altre lacrime negli ultimi mesi, quando erano le ambulanze a scandire le notti della città nel bel mezzo del lockdown, non di certo la dolce musichetta della Champions League. Ma forse anche per questo, la partita di questa sera meritava un finale diverso. L’Atalanta perde 1-2 contro il PSG, subendo la rimonta dei francesi nel recupero e dice addio al sogno Champions League.

Mario Pasalic
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Un sogno che, al di là delle rivalità e delle fedi calcistiche, cullava segretamente tutta l’Italia. Ultima squadra della Serie A rimasta in Champions, simbolo della forza di un Paese che ancora cerca di risollevarsi dai danni provocati dall’emergenza Coronavirus, l’Atalanta era arrivata in Europa come cenerentola, confermandosi, partita dopo partita, una splendida realtà. L’iniziale gol di Pasalic, arrivato dopo una carambola, sembrava il segno che gli dei del calcio, almeno loro seduti sugli spalti di un Da Luz desolato, tifassero proprio per i nerazzurri.

Neymar Mbappè
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Poi l’infortunio di Papu Gomez ha spento la luce davanti. Senza poter contare sul suo giocatore più talentuoso, con un Duvan Zapata con la vista annebbiata dalla fatica e un Freuler a mezzo servizio, l’Atalanta è stata costretta alla sofferenza: molecola non presente nel DNA dei ragazzi di Gasperini che hanno provato a spingere ugualmente, accettando di pagare il prezzo degli uno contro uno con Neymar e soprattutto Mbappè in difesa: se il brasiliano è stato devastante con i suoi strappi, ma poco incisivo in fase offensiva, il francese nella mezz’ora finale, seppur acciaccato, ha letteralmente messo a ferro e fuoco la retroguardia atalantina. A corto di energie e sotto il forcing finale dei francesi, Sportiello è capitolato due volte contro Marquinhos e Choupo-Moting, subendo due reti tutt’altro che indimenticabili ma maledettamente efficaci.

Finisce così la favola Atalanta, dopo una partita nella quale cuore e grinta non sono bastati, nonostante il PSG, seppur incerottato, non sia riuscito per larghi tratti ad ottenere il predominio della gara. Ma adesso basta parlare di favola: proprio questo lieto fine che non si è concretizzato certifica come l’Atalanta debba tornare alla realtà, la sua realtà, quella di una grande eccellenza del calcio italiano.