Zlatan Ibrahimovic
Foto Getty / Paolo Rattini

Ibra come stai? Vuoi il cambio?“, “dopo… dopo…“. Dialoghi da bordo campo fra Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli. Ibra a 38 anni, negli ultimi 20 minuti di una partita già chiusa, giocata nel caldo di luglio, nella quale ha già fatto doppietta, ha voglia ancora di giocare. “Adesso segno anche il terzo“, dice con la sua solita spavalderia. Terzo gol che non arriva, ma cambia poco. La sua prestazione contro la Sampdoria è assolutamente dominante: segna due gol, fornisce un assist a Calhanoglu, duella ad alta quota, gioca di tacco e poi di punta, con i difensori un po’ le dà e un po’ le prende (le punizioni, mica le botte… nel suo caso).

Zlatan Ibrahimovic
Foto Getty / Paolo Rattini

Tanto da centravanti boa, quanto da playmaker quando scende a prendersi il pallone a centrocampo, il gigante svedese fa la differenza in questo Milan che dopo il lockdown viaggia a medie spaventose: ancora imbattuto con 8 vittorie e 3 pareggi, 27 punti guadagnati, ma soprattutto 32 gol fatti. La scalata verso l’Europa League è anche merito di Ibra che ha dato personalità e soluzioni offensive ad una squadra che sembrava essere destinata ad un’altra stagione fallimentare. La conferma di Pioli, altro grande protagonista di questo Milan, è anche merito suo. Eppure il rinnovo ancora non arriva. I dirigenti del Milan parlano di volontà e motivazioni da verificare a fine stagione. Ibrahimovic ha risposto attraverso i social: non è finito, si sta solo scaldando. Lui è pronto per un altro capitolo della sua storia leggendaria, lo sarà anche il Milan? Infin-Ibra.