Inter
Marco Luzzani/Getty Images

L’Inter non sa più vincere, lo conferma anche il posticipo del Bentegodi, dove i nerazzurri vengono acciuffati nel finale sul 2-2 dopo aver ribaltato l’iniziale svantaggio firmato Lazovic. Ancora gli ultimi scampoli di partita costano carissimi ai nerazzurri, costretti a capitolare come avvenuto con il Bologna a pochi minuti dal fischio finale, incassando l’ennesima beffa di questo campionato.

De Vrij
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Una vittoria sfumata che effettivamente sarebbe stato un premio troppo esagerato per la squadra di Conte, apparsa tutt’altro che superiore ad un Verona spumeggiante e pimpante, capace di correre fino al sesto minuto di recupero. Una squadra che rispecchia in pieno l’identità di Juric, furore agonistico e determinazione abbinate a tecnica e verticalizzazioni: un modo diverso di concepire il calcio ma comunque efficace. Dall’altro lato si scoprono invece tutti i limiti di Conte, confusionario e distratto nella lettura della partita. Solo un cambio in 85 minuti, peraltro rinunciando a Lukaku per uno spento Lautaro Martinez.

Lukaku
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Un immobilismo che costa carissimo all’allenatore nerazzurro, che incassa il 2-2 proprio nel momento peggiore per poter riportare la testa avanti. Un altro buco nell’acqua che costa il terzo posto a favore dell’Atalanta e l’addio ormai definitivo alla corsa scudetto, visti i dieci punti che separano l’Inter dalla Juventus. I limiti dei nerazzurri sono chiari ed evidenti, urge un’inversione di rotta per non finire nel baratro: sarà compito di Conte trovare la retta via, per evitare di chiudere in maniera pessima un campionato iniziato alla grande.