Robin Soderling
Foto Getty / Michael Regan

La pressione di dover fare risultato per forza, l’ansia di dover mantenere le aspettative, il giudizio degli altri: elementi che spesso schiacciano anche il carattere dello sportivo più ferreo. E se poi il carattere non è nemmeno così ferreo…

Robin Soderling
Foto Getty / Michael Regan

Un triste esempio lo si evince dalle dichiarazioni rilasciate da Robin Soderling all’emittente svedese Sveriges Radio. Il gigante di Tibro, costretto al ritiro nel 2015 a causa di una grave forma di mononucleosi dopo un’assenza di 4 anni dal circuito, ha spiegato quanto la pressione sportiva gli abbia reso la vita un inferno: “ero molto ansioso e non mi sentivo affatto bene. Ero seduto in casa, mi guardavo intorno e non capivo niente. Il minimo rumore mi causava molto panico. Da un foglio che cadeva sul tappeto allo squillo del telefono, tutto mi spaventava e sono anche andato a cercare su internet dei modi per suicidarmi. C’è stato un momento in cui, preso dal panico, ho iniziato a piangere senza sosta. Arrivato all’hotel mi sono buttato sul letto e non riuscivo a smettere di piangere. Ogni volta, pensare che il giorno dopo sarei dovuto scendere in campo mi causava un sacco di panico. Per quanto mi dicessi che dovevo andare avanti, quella pressione mi impediva di progredire come giocatore e come persona. Per la prima volta ho avvertito che, indipendentemente da quanto lo volessi, non potevo, nemmeno se mi avessero puntato una pistola alla tempia.

Robin Soderling
Foto Getty / Clive Mason

Dal 2009 ho iniziato a raccogliere molti successi e questo mi ha messo addosso molta pressione. C’è stato un momento in cui pensavo che ci fossero solo tre giocatori con cui potevo perdere. Il resto dei tennisti dovevo batterli, e se non ci riuscivo mi sentivo un perdente. Ero in un buco nero da cui ho avuto difficoltà a uscire. È molto raro parlare dei problemi psichici dei grandi atleti ed è per questo che volevo fare un passo avanti. A coloro che si dedicano allo sport dico di allenarsi duramente e prenderla con molta calma. Bisogna fare sport perché ci si sente a proprio agio nel farlo e non per mettersi addosso pressione. Se ci riesci, cerca di mantenere la prospettiva giusta, di non farti inflenzare troppo e andrà bene”.