Jamal Crawford
Foto Getty / Christian Petersen

Dopo i 51 punti segnati nell’ultima partita giocata in NBA, Jamal Crawford si aspettava un contratto da una franchigia della lega. Nessuno però si è fatto avanti. Per oltre un anno, Crawford è rimasto in attesa di una chiamata che non arrivava. Il pensiero al ritiro ha più volte sfiorato la sua mente.

Poi la scelta dei Nets per il finale di stagione ad Orlando, chiamata che lo stesso Crawford stenta ancora a credere che sia reale: “pensavo fosse solo un sogno. Stavo dormendo quella notte, e mi sono svegliato dicendo: ‘ma è successo veramente? O stavo solo sognando? Veramente i Nets mi hanno chiamato offrendomi un contratto?’. Ed era tutto vero. […] Sono stato fuori per un anno e, quando arrivi a un certo punto, non sai se riceverai mai quella chiamata, e devi affrontare quella realtà. Ad essere onesto, ho avuto tante emozioni diverse. All’inizio ero frustrato. Non capivo cosa mi stava succedendo. Mi dicevo: ‘ho anche vinto il premio di compagno dell’anno…‘. Pensavo fosse un riconoscimento importante di come mi comporto nello spogliatoio. Ovviamente avevo avuto un ruolo diverso lo scorso anno, ma quando era arrivato il momento ero stato capace di dimostrare a tutti che ero ancora in grado di giocare ad alti livelli. Ma a quel punto ho anche iniziato a pensare al contrario. Ho cominciato a dirmi che se Dio aveva reso la mia ultima partita una partita da 51 punti uscendo dalla panchina, allora quello sarebbe stato un gran finale di carriera. Quindi ho iniziato ad accettarlo e ho avuto la possibilità di trascorrere più tempo con la mia famiglia. Ma sono così contento di essere tornato“.