Ibrahimovic

Quando parla non è mai banale, Zlatan Ibrahimovic è fatto così e ha dimostrato di non aver mai avuto peli sulla lingua. Lo svedese anche a 38 anni è rimasto il totem di sempre, quel giocatore capace di caricarsi sulle spalle un’intera squadra per darle la spinta decisiva.

Ibrahimovic
Marco Luzzani/Getty Images

Intervenuto ai microfoni di Sportweek, in un’intervista che verrà pubblicata domani, Ibra ha lanciato bordate terrificanti contro Rangnick e contro le idee di Gazidis: “Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa, non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League. Ragnick? Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick. Sono tornato solo per passione, sto giocando gratis. Mi hanno detto che smettere in America era troppo facile. E allora sono tornato al Milan. Poi questo Covid ha fermato tutto, allora ho pensato: c’è qualcosa che non vuole che io smetta… Per fortuna abbiamo ricominciato. Si è messo di mezzo anche il polpaccio, ma io due giorni dopo ho detto ‘sono pronto, torno in squadra’. Ibra è così. Ma loro mi hanno frenato“.

Zlatan Ibrahimovic
Foto Getty / Emilio Andreoli

Sul proprio futuro, lo svedese ha ammesso: “Ibra è nato per giocare a calcio ed è ancora il migliore a giocare a calcio. Vediamo come sto tra due mesi e cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto. Lo scontro con Gazidis a Milanello? Ho parlato per me e per la squadra, è stato un confronto necessario. Non era cattiveria la mia. Ma bisogno di avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan. Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione. Sino alla fine. Ibra c’è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi. Non so se c’è un altro club dopo il Milan, io non chiudo mai le porte. Ma vado solo in un posto dove comando, non in un posto in cui le parole non valgono niente. Ho ancora troppa passione per quello che faccio”.