Zlatan Ibrahimovic Milan
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Il Milan continua la sua inarrestabile marcia post-lockdown verso l’Europa. I rossoneri si confermano in uno stato di forma psico-fisica straripante che, unito alla fiducia derivante dalle vittorie e la qualità dell’attacco, danno vita ad una vera e propria festa del gol in campo.

Ismael Bennacer
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Bologna annichilito con un netto 5-1 che porta firme davvero particolari. La gara la blocca Saelemaekers, alla prima rete stagionale, così come Bennacer e Calabria che impreziosiscono due gare dalla grande intensità con la gioia del gol. Sono 7 invece le reti di Calhanoglu, giocatore rigenerato sulla trequarti rossonera. Arriva addirittura ad 11 Ante Rebic, per distacco il miglior marcatore della stagione rossonera. Il bel gol di Tomyasu a fine primo tempo rende solo meno amaro il passivo per il Bologna, letteralmente travolto dall’impeto del Milan.

Ibrahimovic
Marco Luzzani/Getty Images

I ragazzi di Pioli, probabilmente insieme ai giocatori di Atalanta e Napoli, sono quelli che fisicamente hanno ripreso al top della forma dopo la lunga pausa. Theo Hernandez e Kessiè (altre due partite da 7 in pagella per entrambi) sono lo specchio di una squadra grintosa, in fiducia, capace di raccogliere 20 punti su 24 nelle 8 gare giocate post-Covid, siglando 25 gol (erano 26 nelle 27 partite precedenti!). Una vera e propria festa del gol, segno di una ritrovata qualità offensiva, ma alla quale non partecipa solo Zlatan Ibrahimovic. Il bomber svedese gioca da playmaker, svaria sul fronte d’attacco, serve l’assist a Rebic, apre spazi e fa giocare meglio la squadra. Ma continua a restare a secco. Al momento del cambio appare ancora scuro in volto e polemico forse più per una questione di ambizione personale che per un fastidio verso l’allenatore (la frase è però durissima!). Insomma come chi, ad una festa, proprio non è riuscito ad integrarsi.