John Elkann
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John Elkann ha il cuore, sportivamente, diviso. Da una parte la gioia immensa di una Juventus che cresce, si evolve, ma non perde la sua cultura vincente; dall’altra una Ferrari che guarda al passato con nostalgia, a causa di un presente avaro di quelle soddisfazioni sportive alle quali a Maranello sono stati da sempre abituati.

Ronaldo
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Il nipote dell’avvocato Agnelli ha concesso una lunga intervista alla ‘Rosea’ nella quale ha parlato delle due realtà sportive. A proposito dei bianconeri, solo parole d’elogio: “la Juve è l’unica squadra dei principali campionati europei a vincere 9 titoli di fila. E questo è un merito straordinario che va riconosciuto ad Andrea Agnelli e a tutta la squadra per quello che hanno fatto in campo e fuori dal campo. In questi anni ci sono stati tre allenatori, tra loro molto diversi, ma la Juventus è riuscita a vincere nonostante l’asticella si sia alzata sempre di più. È stato un campionato complicato dalle conseguenze del Covid-19: l’interruzione, la ripresa… Gli avversari tradizionali e le sorprese di squadre come la Lazio e l’Atalanta che si sono dimostrate avversarie toste e velocissime. Ma la Juve non ha mai perso il controllo ed ha confermato la sua solidità. Alla lunga è uscita la cultura vincente. E quello che è successo negli ultimi 10 anni sotto la guida di Andrea non ha precedenti. Ricordo bene quando la Juve superò il record delle 5 vittorie consecutive che risaliva agli Anni 30, Andrea disse che era più difficile arrivare a 10 scudetti di fila che vincere la Champions. Quando lo disse sembrava qualcosa di assolutamente irraggiungibile, e invece siamo qui a ipotizzare la stella consecutiva. Questo è il merito della mentalità Juve, che significa anche non dare mai niente per scontato. Mai sedersi sugli allori, non mollare e non perdere mai la voglia di vincere“.

louis camilleri ferrari
Charles Coates/Getty Images

Poi la parte dolente, la Ferrari. La scuderia di maranello non ha rispettato le attese, per il secondo anno di fila: quest’anno il gap con le rivali è sembrato aumentare a causa di un cambio di sviluppo che ha portato il team a fare marcia indietro su quanto elaborato durante l’offseason, presentandosi ad inizio stagione più indietro rispetto a Mercedes e Red Bull, ma anche alla ‘nuova’ Racing Point. Elkann spiega: “innanzitutto voglio dire che la Ferrari nel suo insieme gode di ottima salute. Sotto la guida di Camilleri è riuscita ad esprimersi con grande forza e vitalità, affidando maggiore responsabilità ai singoli e lavorando più in squadra. Lo abbiamo visto dai risultati industriali, dai cinque nuovi modelli presentati l’anno scorso come non era mai accaduto, e non ultimo dalla gestione dell’emergenza sanitaria. Sono particolarmente orgoglioso di Back on Track che è stato di esempio nel mondo su come tornare al lavoro in sicurezza in presenza del Covid 19.

Elkann
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La parte sportiva attraversa indubbiamente un periodo difficile che parte da lontano. Non vinciamo un Mondiale costruttori dal 2008 e uno piloti dal 2007. Ci sono stati i cicli vincenti della Red Bull per capacità aerodinamica e della Mercedes per la grande abilità nelle tecnologie del motore ibrido. Quest’anno non siamo competitivi anche per errori di impostazione della macchina. Abbiamo avuto una serie di debolezze strutturali che esistono da tempo nell’aerodinamica e nella dinamica del veicolo. Abbiamo anche perso in potenza motoristica. La realtà è che la nostra macchina non è competitiva. Lo si è visto in pista e lo si vedrà ancora. Oggi stiamo mettendo le basi per essere competitivi e tornare a vincere quando cambieranno le regole nel 2022. Ne sono convinto“.

Binotto
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Nonostante un inizio di stagione sottotono, la posizione di Mattia Binotto non è in discussione. Secondo Elkann il team principal della Ferrari ha ereditato la cultura vincente della gestione Todt-Schumacher e sa come si vince. Verso di lui infatti non può che esserci soltanto: “totale fiducia! Anche perché Mattia Binotto, che ha preso la guida della Scuderia da un anno, ha tutte le competenze e le caratteristiche per iniziare un nuovo ciclo vincente. Era in Ferrari con Todt e Schumi, sa come si vince e dall’anno prossimo lavorerà con due piloti giovani e ambiziosi come noi“.

Leclerc
Charles Coates/Getty Images

Elkann fa dunque il punto sui piloti. Il futuro della Ferrari è in mano a Leclerc e Sainz, due talenti dei quali riconosce le grandi qualità, ma non mancano gli elogi a Lewis Hamilton: “in questi ultimi dieci anni abbiamo avuto fuoriclasse come Alonso e Vettel che sono stati campioni del mondo. Ma è indubbiamente più difficile ricostruire un ciclo e chiedere pazienza a chi ha già vinto rispetto a chi ha il futuro davanti a sé. Noi stiamo mettendo le fondamenta per costruire qualcosa di importante e duraturo, e lo dimostra il contratto che abbiamo firmato con Charles: cinque anni, mai così lungo nella storia della Ferrari. Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello, staranno vicino ai nostri ingegneri. La nuova macchina nascerà con loro.

Hamilton
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Hamilton? Pilota eccezionale, può diventare il più vincente di sempre. Ha saputo lavorare con concentrazione e intelligenza. Il suo passaggio dalla McLaren alla Mercedes non è stato facile. Non era ovvio e fu una scelta vincente. E l’impegno civile che sta portando avanti è importante e ci sta a cuore. Come ci sta a cuore il riconoscimento che Ferrari, prima e unica in Italia, ha avuto lo scorso 2 luglio con la certificazione Equal Salary per la parità di retribuzione tra donne e uomini con le stesse qualifiche e mansioni: testimonia il nostro impegno per un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle differenze“.

Tifosi Ferrari Gp Cina
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In fine un messaggio ai supporters della Ferrari: “i tifosi stanno soffrendo quanto noi, ma sappiamo che ci sono vicini. Per questo è importante esser chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava da oltre vent’anni, dal 1979… C’è voluto tempo, dall’approdo a Maranello nel 1993 al ritorno della Ferrari al successo. L’importante come allora è lavorare in pista e fuori pista, in maniera coesa, costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo“.