Conte
Emilio Andreoli/Getty Images

Un primo tempo opaco, condizionato da un errore di Handanovic, poi una reazione rabbiosa nella ripresa. L’Inter torna a vincere superando 3-1 il Torino e portandosi al secondo posto in classifica. Nervosismo e frustrazione dei due passi falsi con Bologna e Verona sembrano essersi placati, almeno per una notte.

Emilio Andreoli/Getty Images

Antonio Conte nel post gara, ai microfoni di Sky Sport, ha spazzato via le voci su un suo possibile addio a fine stagione rimettendo la decisione nelle mani della società: “io sono stato chiamato all’Inter per un progetto triennale, per riportarla dove merita, a essere competitiva per provare a vincere. Ci vuole del tempo, in altri anni ho sorpreso perché ho portato subito la squadra alla vittoria o ho vinto qualcosa. Sono arrivato all’Inter con tanto entusiasmo, ho iniziato un progetto che ha la durata di tre anni, poi magari il presidente mi può allungare il contratto. So che c’è una strada lunga da fare, però al tempo stesso non voglio essere di troppo. Se sono contenti del mio lavoro, e penso che sia così perché me lo dicono, non vedo perché non si possa continuare. Se non fossero contenti è ovvio che non rimango a dispetto dei santi“.

Chiosa finale su Eriksen, tenuto in panchina fino ai 10 minuti finali: “sta lavorando. Quando abbiamo ripreso è arrivato con un piglio cattivo, deve cercare di mantenere determinati livelli. Abbiamo bisogno di equilibri ed è giusto che io faccia delle considerazioni. Anche lui ha capito che l’Inter è una squadra ambiziosa, che chiede. In Italia le aspettative sono molto alte, più arrivi a suon di tromba più tutti si aspettano tanto. In Inghilterra è tutto più tranquillo”.