grosjean
Charles Coates/Getty Images

Nei giorni scorsi Romain Grosjean, pilota Haas e direttore dell’associazione piloti, ha dichiarato che i piloti di F1 non devono inginocchiarsi ad ogni gara per supportare la lotta al razzismo, poichè lo hanno già fatto nella gara inaugurale. Tale esternazione non ha fatto piacere ad Hamilton che non ha mancato di farglielo notare. Dal polverone che si è creato, attraverso i social, sono arrivate diverse accuse di razzismo nei confronti di Grosjean.

Hamilton pugno podio
Pool/Getty Images

Il pilota della Haas ha fatto chiarezza in conferenza stampa spiegando di aver parlato al telefono con Hamilton: “è stata una bella chiacchierata con Lewis. Ho detto che mi dispiaceva, forse l’ho fatto nel modo sbagliato, ma sentivo di doverlo fare in quel momento. Nella GPDA, lavoriamo con il voto di maggioranza e, da direttore, sentivo che non avrei fatto il mio lavoro se non avessi ascoltato anche quelli che non erano contenti di continuare. Lui ha detto che il punto è che la mia opinione era ascoltata proprio perché sono uno dei direttori. E penso che avesse ragione su questo punto. E’ stata davvero una bella telefonata e gli ho detto che però non ero molto contento che la cosa fosse uscita sui media, perché sui mie social network sono stato accusato di essere razzista, quando non è così. Non c’è nessuno che possa dire di avermi visto mai comportare in quel modo, quindi non sono stato contento di essere stato trattato così. Sono stato uno dei primi a sostenere la cosa e a spingere affinché ci mettessimo in ginocchio. Sono ancora speranzoso che un giorno riusciremo ad inginocchiarci tutti e 20 sulla griglia di partenza, ma credo che ad un certo punto succederà“.