Fabio Aru
Chris Graythen/Getty Images

Sono passati ormai tre anni dall’ultima vittoria, un digiuno lunghissimo che Fabio Aru ha intenzione di interrompere nel minor tempo possibile.

Il sardo si sta allenando al Sestriere in vista della nuova stagione, nella quale l’obiettivo sarà quello di sentirsi nuovamente vivo sulla bicicletta. Interrogato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Aru ha ammesso: “cercare scuse non è da me, non ho combinato niente. Sono stato a un livello che non mi appartiene. Per tanti corridori arrivare nei primi 15 a un Tour de France sarebbe un ottimo risultato, per me non lo è stato. Sono stato il primo ad essere severo con me stesso e amareggiato, ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. I due mesi dopo l’ennesima delusione dell’ultima Vuelta sono stati i peggiori. Momenti brutti brutti. Poi, la svolta. Ho fatto un ‘reset’ mentale. Sono ripartito”.

Fabio Aru
Chris Graythen/Getty Images

Recentemente, l’ex pro’ Lello Ferrara ha criticato Aru per essere sparito dopo aver firmato il contratto con l’UAE, parole a cui il sardo ha replicato: “per me di certe cose non bisognerebbe neppure parlarne. Fare i conti in tasca a un professionista… Se c’è una cosa che non mi possono dire è che non sia professionale. Se non avessi dimostrato quanto valevo, non sarei mai arrivato a certi livelli, di risultati ma anche economici. Bisogna essere obiettivi: nessuno mi ha regalato niente. Poi, obiettivo lo sono pure io: non ho reso“.

Fabio Aru
Bryn Lennon/Getty Images

Aru poi ha proseguito: “sarebbe insensato e poco produttivo stressarsi e pensare al fatto che non vinco da tre anni. In questi mesi non ho pensato troppo, mi sono concentrato sulla bici, sugli allenamenti, sul programma. Mi sento calmo, tranquillo. Non sapessi quello che ho passato fisicamente e non avessi delle spiegazioni, direi che non vado più. Ma ci sono stati anche tanti errori miei e non solo miei. Un mix di cose. Ma ora ciò che voglio è solo essere al mio livello, quello che ho già dimostrato. Per me il resto non esiste. In Colombia, a febbraio, ho chiuso al 12° posto e non correvo da settembre. Le sensazioni erano state buone. Chissà, adesso senza il blocco per il Covid magari staremmo facendo altri discorsi“.

fabio aruNiente proclami per Aru, ma solo tanta voglia di riemergere: “non mi pongo limiti, inseguo costanza ad alto livello. Ero così anche da Under 23. Un anno feci 60 gare: 40 volte nei 10, 18 sul podio. Per me era una grande stagione, non come vincere e sparire. Vivo un anno alla volta, con lo spirito da combattente che è intatto. Quando mancano i risultati sei contento di nulla anche se hai lo yacht fuori casa. Non conta ciò che hai guadagnato. Se io mi stacco, non sarò mai contento“.