Larissa Iapichino
Maja Hitij/Getty Images

Straordinario meeting di Savona. Una giornata che ha illuminato l’atletica azzurra con una quantità di risultati super. La copertina se l’è presa Larissa Iapichino, la saltatrice in lungo dell’Atletica Firenze Marathon entra in una nuova dimensione atterrando a un sontuoso 6,80 (+0.7), seconda italiana di sempre. Meglio di lei ha fatto soltanto la mamma Fiona May, la leggenda del lungo azzurro. E questa misura, oltre a rappresentare il primato italiano under 20, la porta al secondo posto delle liste mondiali stagionali.

Larissa Iapichino
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Sono contenta ma ci sono ancora tante cose da mettere a posto – le parole di Larissa – però come dicono tutti sono ancora una bambina! Questo è un bel regalo anticipato di compleanno, sabato festeggerò i miei 18 anni. Io penso a divertirmi e anche quando sarò più grande vorrò vivere sempre l’atletica come un gioco. Nn mi sono sentita perfetta, ma quando ho sentito gli applausi sono rimasta scioccata. Con il mio tecnico Gianni Cecconi abbiamo capito che serviva un cambiamento per rendere il salto più facile. Prima era un po’ forzato. Così abbiamo approfittato del lockdown, e della stagione a metà, per perfezionarlo. E ora mi trovo proprio bene: mi sento molto più fluida, più sciolta, mi sembra davvero di volare. Cambia la mia prospettiva? No, devo ancora vivere i miei anni da juniores, ogni cosa a suo tempo“.

Larissa Iapichino
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Che fosse cambiata qualcosa, anzi, più di qualcosa, si era intuito a Vittorio Veneto, in occasione della prima uscita stagionale della baby prodigio. Ma a Savona, la non ancora (per poche ore) diciottenne Larissa Iapichino è ufficialmente entrata nell’atletica dei grandi. Il 6,80 realizzato sulla pedana della Fontanassa (record italiano Juniores, seconda prestazione italiana assoluta all-time in coabitazione con Valentina Uccheddu) non è un semplice ticket d’ingresso: è una vera e propria certificazione, che cambia scenario e prospettive per la figlia di Gianni e Fiona May, entrambi presenti all’exploit della ragazza. Sul piano tecnico, la semplicità, la naturalezza, con cui è passata dall’hang di Ancona di fine febbraio (Assoluti indoor), al ‘due e mezzo’ di questo avvio d’estate, lascia interdetti. La nuova tecnica introdotta da Gianni Cecconi, supportata da una rincorsa molto più efficace, è la chiave di volta dell’evoluzione. Negli occhi di chi l’ha vista saltare, in attesa dei dati delle analisi tecniche, l’impressione è che ora Larissa sviluppi nel suo salto una componente verticale nettamente superiore, ottenendone in cambio la cospicua razione di centimetri di progresso. La testa, lo straordinario fighting spirit messo in mostra in occasione degli Europei Juniores (per citare l’occasione più eclatante), c’era già.