Lai Luca
(foto Colombo/FIDAL)

Nuovo sprint di Luca Lai che corre i 100 metri in 10.26 ma con vento favorevole oltre la norma (+2.5) sulla pista di Donnas (Aosta). Il 28enne sardo dell’Athletic Club 96 Alperia, una settimana dopo il record personale di 10.22 firmato all’esordio nel meeting svizzero di Bulle, torna così vicino a quel risultato però stavolta con troppa brezza alle spalle. Quest’anno il velocista di Oristano, che vive e si allena a Milano, si era già migliorato nei 60 indoor con 6.57 in febbraio, sesto italiano di sempre nella distanza al coperto di cui è stato campione tricolore nel 2019. “È un altro bel risultato – dichiara Lai – e un’ulteriore conferma. Credo di aver corso bene, come un allungo, e infatti a livello tecnico ho migliorato la fase lanciata rispetto al debutto. Mi è mancato qualcosa dal punto di vista nervoso, senza lo stimolo di un avversario a fianco, ma direi che posso essere soddisfatto”. Appena un’ora più tardi si cimenta nei 200 con 21.21 (+1.3) togliendo quasi mezzo secondo al proprio limite. Vento generoso anche nella serie principale dei 100 donne con il successo in 11.55 (+2.3) della ventenne Chiara Melon (Atl. Brescia 1950 Metallurgica San Marco) che poi coglie il personale sui 200 con 23.65 (+1.0).

Nel primo test della stagione outdoor, a Castelporziano (Roma), l’astista azzurro Claudio Stecchi salta 5,40 con rincorsa ridotta. Sulla pedana del centro sportivo delle Fiamme Gialle il finanziere fiorentino, ottavo l’anno scorso ai Mondiali di Doha, tenta quindi la misura di 5,60 e commette tre errori, prima di superarla in un successivo salto di allenamento, a gara ormai conclusa. “Le rincorse non erano stabili, ne è uscita fuori una diversa dall’altra, anche a causa del molto vento laterale che mi influenzava abbastanza – commenta Stecchi -. Dispiace perché questa giornata mi lascia un po’ d’amarezza: è vero che saltavo con rincorsa ridotta a 16 passi, ma con questa stessa rincorsa in inverno ho fatto 5,73. Voltiamo pagina, è andata così. Sono consapevole dei miei allenamenti e del fatto di stare bene”. Il campione italiano Max Mandusic (Trieste Atletica) apre con 5,20, invece 5,00 per Alessandro Sinno (Aeronautica) e Ivan De Angelis (Fiamme Gialle).

Rientro in gara per Daniele Greco. Il triplista delle Fiamme Oro ricomincia da 15,89 (+2.0) sulla pedana di Molfetta (Bari) in una competizione affrontata come test di allenamento con rincorsa ridotta a dodici passi. Nell’unica uscita agonistica indoor di quest’anno, l’ex campione europeo indoor aveva invece saltato 15,33 in gennaio ad Ancona, fermandosi poi per infortunio. “Ho messo finalmente un punto da cui ripartire – racconta il 31enne pugliese – e lo cercavo da sei anni. Questo risultato, fatto con disinvoltura in un allenamento-gara e senza avvertire ripercussioni, mi lascia ben sperare per poter far crescere la condizione nelle prossime settimane”.

Si rinnova la tradizione dei lanci al 21° Meeting di Latina, con i progressi dei giovani nel disco. Al maschile il 22enne Alessio Mannucci (Atl. Livorno), tricolore promesse della specialità, arriva a 58,85 e aggiunge oltre mezzo metro al record personale di 58,24 ottenuto un anno fa sulla stessa pedana, mentre Nazzareno Di Marco (Fiamme Oro) lancia 57,61. Tra le donne con 50,98 cresce la junior Diletta Fortuna: la 19enne vicentina dei Carabinieri, figlia d’arte dell’ex discobolo azzurro Diego, riesce così a superare il 50,23 che le aveva dato la medaglia d’oro nel 2017 al Festival olimpico della gioventù europea di Gyor. Secondo posto di Valentina Aniballi (Esercito) a 50,84. Negli 800 metri, allo stadio Paolo Rosi di Roma, si migliorano la 21enne Martina Tozzi (Fiamme Gialle) con 2:05.81 e la junior Livia Caldarini (Studentesca Rieti Milardi, 2:07.56). A Macerata l’ottocentista Simone Barontini (Fiamme Azzurre) si mette alla prova nei 400 e chiude con 47.63, non troppo distante dal suo primato sulla distanza di 47.20.