Davide Re
Foto Getty / David Ramos

Nella mia mente Donato Sabia sarà dopo il traguardo ad aspettarmi: comunque vada ci stringeremo la mano”. Ha un tale rispetto della storia, quel gran bravo ragazzo di Davide Re, che si avvicina in punta di piedi, ossequioso, all’evento di giovedì a Rieti, ore 18.15, quando proverà a scendere per la prima volta sotto al minuto nell’inusuale distanza dei 500 metri. È il suo modo per ricordare Sabia, “che purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona – afferma -. E sì, magari qualcuno potrà obiettare che sia un modo un po’ particolare per omaggiarlo, ma quando ad aprile mi ha raggiunto la terribile notizia che era stato stroncato dal Coronavirus ho deciso che dovevo approcciarmi ai 500 con ancora più impegno per rendere onore a un grande campione”.

IMPRESA – Nell’anno di grazia del 1984, quello della sua prima finale olimpica nel doppio giro di pista a Los Angeles, l’indimenticato atleta lucano volò a Busto Arsizio in 1:00.08, tempo che trentasei anni fa valeva il record del mondo (lo è rimasto per quasi trent’anni) e che in Europa nessuno ha mai più battuto. “Quella gara l’ho riguardata diverse volte su YouTube – rivela Re – scoprendo dagli ombrelli aperti dei giudici e degli spettatori che si è trattato di una grande impresa anche perché ottenuta sotto la pioggia. Non ci siamo mai incontrati ma so che Sabia non era soltanto ‘il signore degli 800’, campione europeo indoor della specialità e per due volte protagonista della finale olimpica, ma anche un ottimo quattrocentista con un personale di 45.73. Era insomma un mezzofondista con il dono della velocità e un velocista con spiccate capacità di resistenza: proprio quello che dovrò essere anch’io giovedì”. Per far meglio delle ultime due stagioni, quando il ligure allenato da Chiara Milardi ha sempre debuttato su questa distanza al Guidobaldi di Rieti, con 1:00.27 nel 2018 e 1:00.50 nel 2019.

PASSAGGI – A livello globale, la discesa sotto ai sessanta secondi in pista appartiene a soli a due uomini, il cubano Orestes Rodriguez (59.32 nel 2013) e il qatarino Abdalelah Haroun (59.83 nel 2016) rispettivamente primatisti mondiali all’aperto e al coperto. Quattro anni fa, il re degli ottocento David Rudisha, lungo le vie di Manchester, su strada, con gli ultimi metri su pista, ha corso un superbo 57.69 in una gara-spettacolo, anche se il miglior tempo del keniano in una gara certificata è un 59.6 non ufficiale ottenuto di passaggio a Birmingham nei 600 metri, anno 2015. Davide Re, il primo e unico azzurro sotto la soglia dei quarantacinque secondi nel giro di pista (44.77), ha fissato i paletti per la propria cavalcata: “Non abbiamo impostato un ritmo-gara per battere il 59.32 ma per scendere sotto al minuto – informa il 27enne delle Fiamme Gialle -. Il difficile sta nel gestire bene la prima parte, partendo forte ma senza farsi travolgere dalla foga per riuscire ad averne ancora nel finale. L’obiettivo è passare ai 300 metri in 34.0-34.5 e ai 400 metri in 46.5, un secondo abbondante in più rispetto al mio ultimo tempo di Savona, e infine dare il meglio negli ultimi 100, che sono la vera incognita di una gara come questa. Dovrò anche avere una corsa più alta e più rotonda rispetto al solito, aprendo bene la falcata”.