Sam Leshnak

Una presa di posizione forte e importante, un gesto fuori dal coro che sottolinea la propria unicità, in antitesi con quel comportamento meccanico che sta portando molta gente a schierarsi a favore del ‘Black lives matter‘ senza saperne il motivo.

Black Lives Matter
Brandon Bell/Getty Images

Samantha Leshnak ciò che fa invece lo sa eccome, scegliendo un modo completamente diverso per dimostrarlo, esulandosi dal gregge e decidendo di pensare con la propria testa. Per questo motivo, durante l’inno nazionale suonato prima del match di calcio femminile tra North Carolina Courage e Portland Thorns, Sam non si è inginocchiata pur indossando una maglia anti-razzismo. In piedi, tra tutte le sue compagne piegate su se stesse, il portiere della formazione di casa è stata immortalata da un fotografo in questo suo particolare gesto, che incarna il rifiuto di quel becero ‘politically correct’ che ha spinto tanta gente a sposare una causa in maniera robotica, ignorandone il significato.

Black Lives Matter
Brandon Bell/Getty Images

Per Sam Leshnak l’All lives matter conta più del Black lives matter, perché in questo periodo storico non ha senso ritornare indietro nel tempo, trascinando l’umanità in uno scontro tra colori, razze ed etnie. Come se non bastassero i problemi seri che il pianeta deve affrontare, la corrente di pensiero innescata dalla morte di George Floyd ne ha creati altri,  diventando a poco un modo un modo per distruggere e odiare il prossimo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone ipocritamente in ginocchio, lasciatesi andare alla deriva del politicamente corretto.

Samantha Leshnak ha deciso invece di ribellarsi a questo modo di fare, mettendo in gioco se stessa e i suoi ideali, oltre che la sua passione per il calcio. Sono stati tanti infatti i beceri messaggi arrivati alla calciatrice statunitense, l’unica speranza è che questa sua presa di posizione non le costi la carriera perché, in quel caso, l’umanità avrebbe perso l’ennesima occasione di riscatto sociale.