Ronaldinho
Hector Vivas/Getty Images

La sua detenzione in Paraguay non è ancora terminata, Ronaldinho infatti è ancora agli arresti domiciliari per essere entrato tre mesi fa nel Paese fa con un passaporto falso.

Ronaldinho
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Una leggerezza costata carissima al brasiliano, finito in carcere ad Asuncion e adesso costretto a rimanere in una stanza d’hotel. Raggiunto dal Mundo Deportivo, Dinho ha raccontato questa sua esperienza, nel corso della quale ha provato a non perdere il sorriso: “non è sempre stato facile, però ho cercato di rimanere allegro facendo quello che so fare meglio: giocare a calcio. Divento triste solo quando non posso far felice le persone. Ma per fortuna ho avuto pochi infortuni in in vent’anni di carriera. Qui all’Hotel Palmaroga mi trattano benissimo. Abbiamo tutto, siamo tranquilli e qualsiasi cosa ci serva cercano di trovarla nella maniera più semplice possibile. Sono stati sessanta giorni particolari. La gente a casa può immaginare cosa significhi non poter fare quello a cui non si è abituati. Credo che vivere questa esperienza così complicata rimarrà per sempre in tutti noi“.

Ronaldinho
Hector Vivas/Getty Images

Ronaldinho poi ha chiosato: “qui possiamo fare sport quasi tutti i giorni. Abbiamo una palestra dove possiamo lavorare e una sala che ci hanno adattato per giocare a calcio, Spero che tutto torni alla normalità e che possiamo tutti tornare a casa nostra. E che tutto torni ad essere come prima“.