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Ha vissuto la guerra quando era piccolo, un’esperienza che lo ha fatto crescere in fretta e gli ha permesso di dare il giusto valore alle cose.

Modric
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Luka Modric adesso si gode la sua popolarità e il proprio talento, ma nella sua testa sono vivi i ricordi delle bombe e delle sirene: “a 7-8 anni si vivono i traumi in modo diverso. Da bambino la paura non è… tanto paurosa. Io vivevo all’hotel Kolovare con la famiglia e lì c’erano molti miei coetanei: giocavamo a pallone o a nascondino nel parcheggio dell’hotel, finché non si sentivano le sirene per le bombe. In quel momento, sapevi che cosa fare: correre al rifugio. Lì, al sicuro, tornavamo a giocare” le parole del croato alla Gazzetta dello Sport.

Boban
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Fin da piccolo Modric ha avuto la passione per il Milan, una squadra sfiorata gli scorsi anni: “Boban era un mio idolo e papà, quando ero piccolo, mi comprò una tuta rossonera. Mi immaginavo calciatore del Milan ma è andata diversamente… e quando arrivi al Real è difficile pensare di andare altrove. Se a Madrid le cose non fossero andate bene, mi sarei certamente visto bene in Serie A. Ma onestamente, la priorità è sempre stata Madrid. Comunque guardo la Serie A e sono dispiaciuto per il Milan. Il vero Milan manca all’Italia e all’Europa. Ho un gruppo WhatsApp con i croati e mi sento sempre con Brozovic, con Badelj, con Pasalic che è formidabile e finalmente ha trovato il club giusto“.

Cristiano Ronaldo
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Nel suo libro Modric ha parlato del rigore assegnato in Real-Juve ormai tre anni fa: “ho solo detto che per me il rigore c’era. Lucas Vazquez è stato spinto quando stava calciando da pochi passi. Che senso avrebbe avuto simulare? Poi ho vissuto situazioni simili e capisco chi protesta, ma non dovrebbero esserci differenze tra un rigore al 30’ e al 95’. A Buffon, comunque, auguro tutto il bene: è un grande. Ronaldo? Parlare del giocatore mi sembra banale: è tra i più grandi di sempre. Al Real ci è mancato per i gol e il carattere: Cristiano vuole sempre vincere, ci motivava e ci faceva reagire. Come persona poi è da 10 e lode, ha un cuore grande, è sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno“.

Modric
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Sul proprio futuro, Modric ha ammesso: “sono sicuro di poter giocare ad alto livello ancora per due anni, poi si vedrà. Vorrei finire la carriera al Real, ma dipenderà anche dalla società. Di certo, farò il corso da allenatore. La nazionale per noi è un sentimento al di sopra del calcio, sia da giocatore che da c.t. sarei onorato di esserci“.