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LA VITTORIA DI RINGHIO SUL RING

Gennaro Gattuso
Foto Getty / Marco Luzzani

Il ritorno in campo ha determinato anche l’assegnazione della Coppa Italia al Napoli che ha visto il frantumarsi di un possibile triplete per la Juventus e arricchire la bacheca di trofei di Ringhio Gattuso con la prima coppa nei panni di allenatore. Una vittoria importante che arriva in un periodo delicato della sua vita, ma che non ha fermato Gattuso dall’accompagnare la sua squadra sul gradino più alto del podio. Di questo e molto altro parlerà Stefano Borghi parlerà durante una puntata dell’omonima serie “Borghi Land” in esclusiva su DAZN. Un racconto che parte dalla personalità di Gattuso, sincera, leale, dominante per arrivare a Napoli, città da cui è riuscito già a farsi amare per l’umiltà trasmessa ai giocatori che lo stanno ripagando con ottime prestazioni. Una storia dove tutto torna e dove Gattuso diventa l’emblema, la figura a cui l’Italia dovrebbe ispirarsi per rimettere insieme i pezzi e ripartire, più forte di prima. (Abbonati ora a DAZN e guarda 3 partite di Serie A TIM a giornata in esclusiva. 9.99€/mese)

Stefano Borghi: “La fotografia della ripartenza di Gennaro Gattuso è proprio quella dell’uomo che si staglia e riesce a vincere di fronte a tutto, la dedizione e il senso del dovere che ti portano a lottare anche in mezzo alla disperazione.”

SUL TRIONFO IN COPPA ITALIA: “La Coppa Italia è stata Il primo trofeo di allenatore di Ringhio, un soprannome che sta a metà tra il divertente e l’impertinente perché Gattuso è sempre stato un uomo che ha dovuto conquistare il suo posto nel mondo centimetro per centimetro, goccia dopo goccia, spendendo sempre tutto sé stesso per risalire la corrente.”

SULL’ARRIVO AL NAPOLI: “È arrivato in un marasma totale, gli hanno dato in mano una sorta di non squadra, si è ritrovato in un ambiente rivoltato. Lui è arrivato, si è messo al lavoro e ha abbassato i toni, ha abbassato le creste, ha portato tutti dal primo all’ultimo, sé stesso compreso, a fare un bel tuffo in una vasca piena di umiltà.”

SULL’APPROCCIO TECNICO E PSICOLOGICO UTILIZZATO: “La sua testa pratica gli ha suggerito perfettamente di non cercare subito l’impossibile ma di lavorare nel concreto, di abbassarsi, di chiudersi per rimontare pezzo per pezzo la sua macchina.”

“SCATTI” DI DANZA: OBIETTIVO ZIDANE

Zinedine Zidane
Foto Getty / Juan Manuel Serrano Arce

Anche per Claudio Villa, fotografo sportivo con un’esperienza trentennale, riuscire a fermare seppur con uno scatto uno come Zinedine Zidane è stato complicato, lui che gli quando gli spazi non c’erano li disegnava per andare a completare l’azione che avrebbe portato al gol decisivo di molte partite. In occasione del suo 48° compleanno, DAZN celebra uno dei più grandi giocatori al mondo con una puntata di “Obiettivo Zidane”, una raccolta di scatti in cui Zizou è stato immortalato nel bel mezzo delle “danze” in cui a divertirsi erano tutti quanti fatta eccezione dei suoi avversari che continua ad avere anche adesso alla guida del Real Madrid. Dieci lunghi anni di scatti, dal suo arrivo in Italia nel 96’ fino al 2006, anno in cui termina la carriera da calciatore professionista nel peggiore dei modi: l’espulsione e la Coppa del Mondo consegnata all’Italia. (Abbonati ora a 9,99€/mese)

VILLA SU ZIDANE AI MICROFONI DI DAZN

Claudio Villa: “Noi fotografi con lui dovevamo lavorare di fantasia perché lui vedeva spazi che gli altri non vedevano”

SULLE CARATTERISTICHE TECNICHE: “Di lui ho sempre pensato che è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero: molto tecnico, molto dotato, molto intelligente ma fisicamente molto forte.”

SULLA CREATIVITÀ DI ZIDANE: “Nelle foto era circondato da 4 avversari, cosa che succedeva spesso, perché da lui poteva nascere il passaggio che avrebbe sbloccato la partita”

SU BERLINO 2006: “Posso dire di aver fotografato il momento più alto della sua carriera ma sportivamente anche quello più drammatico: Zidane si toglie la faccia da capitano, è l’esatto momento in cui finisce la carriera di uno dei più grandi numeri 10 del calcio mondiale”

UNICA E SOLA: MARA BORELLA RIPORTA L’ITALIA IN UFC

Mara Romero Borella
Foto Getty / Douglas P. DeFelice

Dopo il successo di Marvin Vettori, l’Italia spera di segnare una doppietta sul ring di UFC con Mara Borella che sabato 27 giugno alle 23:00 combatterà in diretta su DAZN contro la debuttante Miranda Mavericks. Per la fighter italiana, reduce da tre sconfitte consecutive, l’ultima subita il mese scorso a Jacksonville con Cortney Casey, è necessario portare a casa la vittoria che altrimenti le costerebbe il posto in UFC. Nonostante i suoi 22 anni, la Maverick non va sottovalutata così come il suo stile di combattimento che va a mixare il Brazilian Jiu Jitsu, la kickboxing e il muay thai. Non resta che fare il tifo per Mara Maravilla, prima ed unica donna italiana in UFC sicuri che combatterà con le unghie e con i denti per difendere il suo posto. (Attiva ora DAZN a 9,99€/mese. Guarda la nostra programmazione sportiva live e on demand)