Lautaro Martinez
Foto Getty / Emilio Andreoli

Tre minuti di ordinaria follia. È quanto basta al Parma per buttare al vento una buona prestazione e all’Inter per raccogliere 3 punti insperati. Il riassunto del match del Tardini, ultimo appuntamento della 28ª Giornata di Serie A, è circoscivibile nel lasso di tempo che va dall’84° all’87°. Ma andiamo con ordine.

Antonio Conte
Foto Getty / Emilio Andreoli

L’Inter, guidata da Stellini in panchina e dallo squalificato Conte sugli spalti vuoti del Tardini, ha un grande bisogno di vincere per tenere il passo del duo di testa e soprattutto ricacciare indietro l’indomabile Atalanta e consolidare il piazzamento Champions. La prestazione offerta contro il Parma è stato però ben al di sotto delle aspettative. Un po’ per il caldo, un po’ per questo strano ritorno al calcio fra partite ravvicinate e scarsa condizioni fisica, i nerazzurri sono apparsi lenti, senza forze e incapaci di scardinare la retroguardia degli emiliani, chiusa a tripla mandata. Tante azioni costruite dai nerazzurri, spesso confusionarie, frutto più di giocate di singoli, tiri da fuori area o cross spioventi, che dei rigidi dettami tattici di Antonio Conte: le facce dell’alleanatore, ripreso più volte dalle telecamere, la dicono lunga sulla sua soddisfazione.

Lautaro Martinez
Foto Getty / Emilio Andreoli

Il Parma si chiude, gioca con ordine e fa malissimo in contropiede: Gervinho punge dopo 15 minuti e si ha la sensazione che ogni volta che lui e Kulusevski prendano palla possano fare davvero male alla difesa nerazzurra. Lukaku, Lautaro ed Eriksen invece recitano il ruolo di comparse nella metà campo avversaria. Arriviamo dunque ai già citati 3 minuti di follia. All’84°, da corner, sbuca un pallone che De Vrij corregge in rete dopo un precedente tocco di Lautaro Martinez. Pochi secondi dopo Kucka si fa espellere per proteste. All’87° Moses crossa al cieca dopo aver perso l’attimo giusto, trova Bastoni appena entrato ed è 1-2. Conte sorride questa volta, ma con amarezza.

L’Inter trova, quasi per caso, 3 punti d’oro che le permettono di non perdere il passo nella rincorsa Champions. I nerazzurri però sono apparsi senza qualità e senza forze e la mano di Conte, lontano anche dalla panchina, fatica a vedersi.