Lecce-Milan
Maurizio Lagana/Getty Images

La semifinale contro la Juventus aveva dato qualche spunto positivo a Stefano Pioli, nonostante l’inferiorità numerica e le numerose assenze. La prima gara di Serie A post lockdown ha confermato la crescita del Milan, capace di ritrovare gioco e gol al cospetto di un Lecce apparso però troppo tenero.

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Maurizio Lagana/Getty Images

Orfana di Ibrahimovic, ancora alle prese con i postumi dell’infortunio al soleo, la squadra rossonera si affida a Rebic in avanti con Castillejo, Bonaventura e Calhanoglu a formare il tridente dietro il croato. Una mossa che si rivela subito convincente per il Milan, che prende in mano le redini del gioco e mette a ferro e fuoco la difesa del Lecce. Sembra una squadra completamente diversa rispetto al periodo pre-lockdown, Theo Hernandez spinge sulla sinistra e Castillejo sprinta dall’altro lato, creando pericoli e opportunità a getto continuo. Il gol è nell’aria e arriva puntuale grazie a Calhanoglu, che serve perfettamente lo spagnolo a centro area per lo 0-1. Partita chiusa? Nemmeno per sogno, perché improvvisamente il Milan abbassa il ritmo e patisce la crescita del Lecce.

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Maurizio Lagana/Getty Images

Una situazione che porta nel secondo tempo al pari degli uomini di Liverani, che acciuffano i rossoneri su rigore con Mancosu. La reazione del Milan non si fa attender e, in pochi minuti, scappa sull’1-3 con Bonaventura e Rebic, prima del poker firmato Leao. Una serata esaltante per i rossoneri, agevolata però dalla tenerezza di un Lecce davvero mediocre, trasformatosi nel secondo tempo in semplice comparsa. Gli spunti positivi per Pioli ci sono eccome, ma servirà un test più probante per confermarli. Domenica ci sarà la sfida con la Roma, un esame che i rossoneri hanno l’obbligo di superare per continuare la corsa all’Europa.