Milan Rebic
Foto Getty / Valerio Pennicino

Il calcio è finalmente tornato! E facciamoci coraggio nel dirlo: non se ne sentiva il bisogno. Specialmente se lo spettacolo offerto è questo. Non fraintendeteci: non vogliamo fare la parte dei criticoni, di quelli a cui non va mai bene niente o cose del genere. Semplicemente, ci piace il bel gioco, quantomeno l’agonismo, e se una grande classica del calcio italiano come Juventus-Milan offre uno spettacolo del genere… chissà come sarà il resto!

Cristiano Ronaldo
Foto Getty / Valerio Pennicino

Bello tornare alla ‘normalità’ guardando un partita live (che avremmo schifato in situazioni normali) dopo settimane di replay e Coronavirus, ma 90 minuti di noia ce li saremmo risparmiati. Nemmeno i rigori dopo il pareggio, almeno il gusto di pronosticare ‘lo segna’, ‘lo sbaglia’. Niente, zero emozioni. Roba da rimpiangere i tornei di FIFA che guardavamo in tv fino alla scorsa settimana. La Juventus, forte dell’1-1 dell’andata, gestisce la partita e nei minuti finali difende anche lo 0-0 che le dà l’accesso alla finale. Anche il Milan, per larghi tratti della gara, difende lo 0-0 utile ad evitare un’imbarcata (ma non l’eliminazione) che peggiorerebbe solo la situazione non di certo tranquilla. In mezzo tanta noia, poche emozioni, errori di misura, fiato corto e qualche trick non richiesto (Paquetà! Ma anche Ronaldo!!) in stile calcio a 7 fra amici. La desolazione sugli spalti fa il resto.

Milan Rebic
Foto Getty / Valerio Pennicino

Ma cosa vi aspettavate dopo tutte queste settimane fermi?“. Non di certo i 3-4 gol a partita di Bayern Monaco e Borussia Dortmund, squadre che hanno seguito un piano di ripresa degli allenamenti e di calendarizzazione del campionato adeguato, ma nemmeno che la squadra arbitrale fosse più protagonista dei giocatori in campo. Orsato nei primi 20 minuti non vede un rigore e (quasi) estrae un giallo per un fallo killer di Rebic pochi secondi dopo, venendo poi guidato dagli assistenti alla convalida del penalty e del rosso diretto. Più avvincente di Dybala che difende palla alla bandierina a ’93. Una considerazione finale su Rebic, lui aveva capito tutto: dopo 17 minuti imbarazzanti, nei quali la Juventus non è riuscita a costruire un’azione da gol seria e il Milan ad uscire dalla propria area, il croato ha deciso di chiamarsi fuori… con rabbia. Siamo sicuri che anche qualche tifoso, da ambo le parti, avrebbe voluto fare lo stesso.