Chiellini
Alessandro Sabattini/Getty Images

Ci toccava andare a giocare contro il Cagliari tifando l’Inter, perché a Milano c’era il derby, pensate un po’ come eravamo ridotti…“, firmato Giorgio Chiellini. Un altro estratto della biografia ‘Io, Giorgio’ sembra destinato a far molto discutere. Questa volta, dopo aver preso di mira ex compagni ed avversari, Chiellini punta il dito contro se stesso e il gruppo Juve del primo scudetto del 2012 ‘abbassatosi’ a dover tifare per una vittoria dell’Inter nel derby contro il Milan che avrebbe dato la certezza dello scudetto ai bianconeri.

Vennero mio fratello, mia mamma, mio suocero, cinque ore di macchina da Livorno – racconta Chiellini – Ricordo la tensione la domenica, dopo la merenda delle 17 […] Poteva succedere di tutto. Se avessimo pareggiato e il Milan avesse vinto. Ma dopo 6 minuti eravamo già in vantaggio, e l’Inter ne fece 4 al Milan […] Sul nostro 2-0, autogol di Canini, ci concentrammo sul risultato del derby milanese e a un certo punto capimmo che era fatta. Quello di Trieste non è stato il mio primo scudetto. Sul campo in realtà lo avevo già vinto nel 2006. Ero giovane, avevo messo insieme 23 presenze in partite vere, quelle importanti […] Capello me le faceva giocare tutte. Insomma, mi era sembrato fin troppo facile, non me n’ero quasi reso conto“.