Jean Alesi e Giuliano Alesi
Foto Getty / Charles Coates

Cosa non si farebbe per i figli… Jean Alesi lo sa bene e da bravo papà ha deciso di vendere la sua Ferrari per finanziare la carriera in F2 del figlio. Vendendo la sua F40, Alesi ha messo insieme 1.8 milioni per permettere al figlio Giuliano di correre con la HWA Racelab in F2, dopo il primo anno chiuso al 15° posto con la Ferrari Driver Academy.

Alesi ha dichiarato a Sky Sport: “in famiglia facciamo le cose con passione e se dovessi scegliere tra l’avere quel modello in garage o vedere mio figlio correre, preferirei la seconda opzione. E poi io sono troppo vecchio per guidarla. In F2 è veramente difficile trovare uno sponsor […] molti piloti non finiranno la stagione vista la crisi economica attuale ( a causa del Coronavirus, ndr). Sarà un disastro per chi corre in F.2 e in F.3. Spero che in questo grande caos qualcosa cambi e vengano date delle occasioni a questi giovani, che non solo investono molto in termini di denaro, ma anche dal punto di vista personale. Lasciano l’università perché sognano di fare i piloti, e nessuno cura i loro interessi“.

Un bel gesto, che però non lo ha messo a riparo dalle critiche. La pilota Sophia Floersch ad esempio, attraverso il proprio profilo social, ha scritto: “non sono figlia d’arte, e in famiglia non possediamo una Ferrari F40. 1,8 milioni per un sedile in F2. Non ha sponsor da pilota della Ferrari Driver Academy? Sostenere il talento è diverso, no?“. La Floersch ha voluto colpire indirettamente anche la Ferrari, che l’ha scartata dall’Academy, e la HWA con la quale corse a Macao e fu protagonista di uno spaventoso incidente a 276 Km/h.