Lewis Hamilton
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Tra meno di un mese comincerà il Mondiale 2020 di Formula 1, ma al momento Lewis Hamilton pare avere altri pensieri per la mente, primo tra tutti la lotta contro il razzismo e le discriminazioni.

Johnson
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Il campione del mondo è senza dubbio tra gli sportivi più attivi in questa battaglia, considerando le sue durissime Instagram Stories pubblicate nei giorni scorsi. L’ultima in ordine di tempo rappresenta un attacco a Boris Johnson e al governo britannico, per il modo in cui è stata gestita l’emergenza Coronavirus: sono inorridito rispetto al governo britannico per come hanno gestito il Covid, avreste dovuto chiudere i confini mesi fa. È sconcertante come abbiate potuto lasciare volare le persone dai paesi senza che venissero testate. Voi avreste potuto salvare migliaia di vite. Abbiamo bisogno di leader migliori“.

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Il pilota della Mercedes poi è tornato a parlare dell’abbattimento a Bristol della statua di Edward Colston, mercante di schiavi del diciassettesimo secolo: “se quelle persone non l’avessero abbattuta, quella statua – che onora un mercante di schiavi razzista – non sarebbe mai stata rimossa. Si parla di metterla in un museo. La statua di quell’uomo dovrebbe rimanere nel fiume proprio come le 20mila anime africane che sono morte durante il viaggio per venire qui e sono state gettate in mare senza sepoltura o memoriale. Lui li ha portati via dalle loro famiglie, dal loro paese e non deve essere celebrato!”.