jean alesi

Sono passati ben 25 anni dalla vittoria di Jean Alesi in Canada con la Ferrari, l’unico successo ottenuto dal francese in carriera e al volante della monoposto del Cavallino.

Michael Schumacher
Paul Gilham/Getty Images

Una giornata indimenticabile, che l’ex driver transalpino ha raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ricordando come fu un problema occorso a Schumacher a favorirlo: “quella vittoria rappresenta un souvenir che ricorderò sino all’ultimo minuto della mia vita, non tanto per la vittoria in sé, ma perché rappresentava una sorta di liberazione. Prima e dopo ho avuto altre opportunità, ma per una ragione o un’altra non sono mai riuscito a farcela. Nel giro di rientro la mia Ferrari si è fermata e, mentre ero lì a festeggiare con la gente, ho sentito un rombo alle mie spalle: era Michael Schumacher, che si era fermato pronto per caricarmi sulla macchina. Una volta al parco chiuso, gli ho detto: ‘guarda Michael, nella mia carriera ho regalato tante vittorie, stavolta sei stato tu a fare un dono a me però non mi frega niente, me la godo’. Si mise a ridere“.

Peter Fox/Getty Images

Alesi poi si è soffermato sulla situazione che vivrà Vettel nel 2020: “è arrivato solo con casco, tuta e la sua esperienza in Ferrari. Non ha funzionato e fa bene ad andar via perché altrimenti rischia di mettere a repentaglio anche la reputazione che si è costruita con i suoi quattro titoli iridati. Sainz? Trovo che sia una scelta molto intelligente. Parliamo di una famiglia ben radicata nel motorsport, di un ragazzo, Carlos, molto per bene che non si è mai montato la testa e che ha già guidato per squadre come Renault e McLaren. Charles Leclerc non può sopportare da solo il peso della Ferrari sulle proprie spalle, ha bisogno di un compagno che sia veloce e non faccia politica all’interno del team“.