Nairo Quintana
Foto Getty / Chris Graythen

In Colombia ci sono persone che mettono sotto contratto, con il benestare dei genitori, ragazzini di 15-16 anni. Dicono che sono i manager che hanno portato in Europa me, Sosa, Uran, Bernal… usano l’inganno per trovare casualmente un campione e riempirsi le tasche di soldi. Poi, una volta in Europa, questi ragazzi si trovano a vivere nei sottoscala, mangiando male, vivendo male e soffrendo. Poi molti di loro si ritrovano con problemi psicologici, abbandonano il ciclismo, abbandonano tutto“. Si è espresso con fermezza Nairo Quintana ai microfoni del podcast ‘El lenero’, denunciando una pratica che nella sua Colombia rischia di rovinare la vita di tanti giovani ragazzi illudendoli con false speranze.

Bernal
Daniel Kalisz/Getty Images

Il ciclista della Arkea, vincitore del Giro 2014 e della Vuelta 2016, è uno di quelli che ‘ce l’hanno fatta‘, ma con il duro lavoro. Per questo motivo Quintana mette in guardia le famiglie e gli stessi ragazzi: “alcuni vogliono passare dalle giovanili al Tour, ma non è possibile. Credono di essere tutti Bernal, ma Egan è un caso unico nella storia. Sono ragazzi preoccupati per quello che gli hanno dato e che gli potrebbero dare. Ci sono ragazzi tra i 16 e i 18 anni a cui vengono promessi stipendi da due milioni di pesos (circa 450.000 euro, ndr). Un ragazzo potrebbe anche essere un fenomeno, ma non gli puoi dare questa quantità di soldi“.