Cassani
Pier Marco Tacca/Getty Images

La stagione ufficiale di ciclismo comincerà il prossimo 1 agosto, quando in Italia andrà in scena la prima gara che sarà ‘Le strade bianche‘. Un evento perfetto per iniziare il ritorno alla normalità, quel dono prezioso mancato terribilmente negli ultimi mesi.

Cassani
Pier Marco Tacca/Getty Images

Davide Cassani è impaziente di tornare a gustarsi il ‘suo’ ciclismo, tanto impaziente da scrivere un lunghissimo post su Facebook in cui paragona la ripartenza del calcio a quella del proprio sport, tuffandosi in un particolare parallelismo: “tanto tuonò che piovve. Ieri sera, tantissimi italiani si sono tolti una bella fetta di appetito, forse di fame. Più 8 milioni di persone hanno assistito all’incontro di calcio Juventus-Milan, un incontro finito a reti bianche anche se qualche emozione alla fine l’ha pur data: il rigore sbagliato da Ronaldo, l’espulsione dell’unico attaccante che il Milan aveva in campo: Rebic, ma non di questo voglio parlare. Non sono un tecnico e voglio parlare del calcio del punto di vista sociale: il fatto che una partita non bellissima abbia avuto questo fiume di spettatori è estremante significativo. Prima di tutto vuol dire togliersi di dosso un po’ di ruggine, ritrovare gli antichi sapori che una volta erano soltanto della domenica ma che, a poco a poco, con il calcio spezzatino, sono diventati pane quotidiano. Perché tanta gente così, si è messa davanti alla televisione? Magari, immagino io, indossando la mascherina, sul divano, insieme ad altre persone. Erano tutti li, non tanto o non tutti per vedere una partita, ma ritrovare qualcosa che ci appartiene da sempre. La gioia di partecipare ad un evento, ad un rito collettivo che ci dà vita e ci dà la possibilità di offrire la nostra vita attraverso l’entusiasmo, la complicità, la fazione. Questo è in fondo il significato ultimo e altissimo dello sport, che certamente resta, tra tutte le attività che l’uomo dispone, quella che contiene la maggior riserva morale, anche se qua e là con piccoli cedimenti perché la sirena del doping è sempre in agguato. Ma questa è l’unica pecca di un mondo fondamentalmente sano e terribilmente simpatico. E non si può dimenticare che il calcio è un grande affare, si dice che contribuisca all’1% del PIL nazionale e che, per esempio la Juventus, possa considerarsi una vera e propria entità industriale. Ma le cifre non mi interessano più di tanto, le considero perché qualche volta, forse molte volte, le cifre sono terribilmente significative e dicono più di molti commenti o molti discorsi. Stasera si replica con Napoli-Inter, altra semifinale di Coppa Italia. Questa partita è più incerta e potrebbe essere più divertente. Però, dopo questo inno al calcio, non posso fare a meno di tornare al mio ciclismo. L’UCI ha pubblicato il nuovo calendario e la prima gara sarà ‘Le strade bianche‘ il primo agosto, e anche questo è un evento sportivo che sicuramente vedremo in tv. Sarà interessante vedere quanti spettatori ci regalerà, ma gli spettatori del ciclismo non stanno seduti sul divano, non dividono il sofà “in prima fila”. I nostri appassionati sono principalmente sulle strade ed è per questo che spero tanto che ci sia, da qui al primo agosto, qualche regola cambiata per capire se, almeno qualcuno, possa recarsi a bordo strada per applaudire i corridori. E questo sarebbe molto bello, un ritorno alla vita, all’amicizia, allo spettacolo corale goduto uno accanto all’altro. Ed è significativo che la prima corsa sia “le strade bianche” perché di strade si parla, quelle che ci portano lontano. E il bianco non è solo quello delle strade piene di polvere, di sterrati difficili da pedalare: il bianco è anche il colore dell’innocenza che tutti (quasi tutti) noi abbiamo riacquistato, perché non c’è dubbio, in questi giorni stiamo affrontando la vita con un animo diverso. Forza calcio ma viva ciclismo. A domani“.