Arturo Vidal e Giorgio Chiellini
Foto Getty / Valerio Pennicino

Io, Giorgio‘, autobiografia di Giorgio Chiellini, contiene delle dichiarazioni scomode su diversi giocatori che il centrale della Juventus ha avuto modo di conoscere in carriera. Un particolare estratto su Arturo Vidal ad esempio, ne racconta il problema con l’alcol che ha spesso fatto finire nei guai il centrocampista cileno.

Chiellini racconta però che, nonostante ‘Re Arturo’ alzasse un po’ troppo il gomito, in allenamento le sue prestazioni non ne risentivano, anzi a volte faceva anche meglio dei compagni: “uno come Vidal ogni tanto usciva e beveva più del dovuto, lo sanno tutti, si può dire che l’alcol era un po’ il suo punto debole. Mica ci mettiamo a discutere il campione, o la persona, per questo! Le debolezze fanno parte della natura umana, contano le conseguenze che possono avere su un gruppo. Il grande Arturo un paio di volte all’anno non si presentava all’allenamento, oppure arrivava che era ancora piuttosto allegro, diciamo così. Ma non ha mai battuto la fiacca, anzi, penso che a volte certi modi di essere diventino una forza. Ricordo ancora una tournée americana, eravamo a Miami la sera prima dell’ultimo allenamento prima di ripartire, in libera uscita. La mattina dopo, Arturo non si vedeva. Era a letto, e dovettero tirarlo giù a forza. Quel giorno provammo anche il nuovo materiale d’allenamento, eravamo tutti vestiti di nero e c’erano 40 gradi: il mister Conte non vedeva l’ora che Vidal in quello stato mollasse, per metterlo fuori rosa e dargli una punizione esemplare. Invece, dopo dieci minuti in cui Arturo sembrava ancora brillo e non vedeva neanche passare il pallone, finì l’allenamento che correva come un matto e staccava tutti di venti metri a ogni allungo. Cosa vuoi dire a una persona così, che tra l’altro porta gioia nel gruppo oltre a essere un trascinatore, un combattente e un grande campione?“.