La malattia del padre e la forza di guardare avanti, Viktorija Mihajlovic: “vi spiego cosa ha salvato mio papà”

La figlia di Mihajlovic ha raccontato come ha vissuto la malattia del padre, rivelando anche alcuni retroscena

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Sono stati mesi duri per la famiglia Mihajlovic, un incubo iniziato lo scorso luglio con la notizia della malattia di Sinisa e proseguito nel corso dell’anno con le cure necessarie a cui l’allenatore serbo si è dovuto sottoporre.

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Paolo Bruno/Getty Images

Momenti difficili raccontati oggi da Viktorija Mihajlovic, la figlia di Sinisa che ha parlato ai microfoni di RA1: “mentre io e miei fratelli eravamo in Sardegna con mia madre, il 12 luglio dello scorso anno arrivò una telefonata di mio padre che ci chiamò per dire che aveva un po’ di febbre e non sarebbe andato in ritiro con la squadra. Ci sembrò subito strano, non era assolutamente da lui, ma non ci aspettavamo quello che poi avremmo scoperto“.

mihajlovicLa figlia di Sinisa poi ha proseguito nel suo racconto: “una sera chiamò mia madre, comunicandole che dalle analisi aveva saputo di essere malato di leucemia. Lo disse subito a mia sorella, che per queste cose è più lucida di me. Erano tutti preoccupati dalla mia reazione, visto che da sempre ho paura degli ospedali ed ho il terrore che i miei genitori possano ammalarsi. Appena l’ho saputo ho perso il controllo , non sapevo con chi prendermela e non volevo che i miei fratelli provassero lo stesso dolore che stavo provando io. Non ero documentata sulla malattia, ma mi chiamò papà e con il suo modo calmo che ha di spiegarmi le cose, paradossalmente, mi tranquillizzò“.

viktorija mihajlovicInfine, Viktorija ha rivelato le emozioni provate a rivedere il padre dopo il primo ciclo di chemio: “quando annunciò in conferenza stampa di essere malato io spensi il telefono, mentre mia madre e mia sorella lo raggiunsero a Bologna. Io rimasi in Sardegna con i miei fratelli, fu in quel momento che riuscii a reagire. Dopo 41 giorni, un momento che non dimenticherò mai. L’ho visto arrivare con un’andatura incerta, dimagrito di 12 kg, senza capelli e con la mascherina. Non volevo che mi vedesse stare così male e all’inizio non parlavo, sapevo che avrei pianto. Mi sono lasciata andare soltanto quando papà è tornato in camera”.

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