Gillaume Cizeron
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Sei femmina o maschio?‘, una domanda che spesso ha riecheggiato nell’infanzia e nell’adolescenza di Gillaume Cizeron.

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Una forma particolare di bullismo, più subdola e meno appariscente, capace comunque di destabilizzarlo e spingerlo verso dubbi esistenziali che, senza quelle frasi, mai si sarebbe posto. ‘Mamma sono una bambina o un bambino?‘, parole innocenti da cui quel piccolo adolescente è riuscito a staccarsi, facendosi strada nel mondo dello sport fino a salire sul tetto del mondo. Oggi Gillaume Cizeron è quattro volte iridato di Pattinaggio di Figura e medaglia d’argento alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018, un fuoriclasse nella vita e nello sport, in cui eccelle in coppia con Gabriella Papadakis.

Cizeron
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Gillaume ha voluto dare un’altra lezione al mondo, scrivendo una lettera sull’Equipe per urlare a tutti la sua omosessualità: un modo per educare la gente e fargli capire che essere gay è tutt’altro che una negatività. Queste le parole di Gillaume: “sono gay, ma non mi basta dirlo, voglio educare la gente. Sei una femmina o un maschio mi chiedevano i compagni di classe quando ero piccolo. A questo facevano seguito risate e battute. Mi ricordo molto chiaramente che chiedevo a mia madre, ‘Mamma, sono una bambina o un bambino?’ Oggi, nonostante i grandi passi avanti sulla strada della tolleranza, la battaglia non è finita. Il mio silenzio non servirebbe alla causa e sarebbe sinonimo più di indifferenza che di presa di posizione. Anche se resto convinto che una vera tolleranza significherebbe non essere costretto ad uscire dall’armadio, come un eterosessuale non deve mai svelare il suo orientamento”.

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Cizeron ha sottolineato come nessuno dovrebbe giustificare se stesso per le proprie preferenze sessuali: “in un mondo ideale nessuno dovrebbe aver bisogno di dover giustificare le sue preferenze sessuali o romantiche, tutti meritano amore e dignità, sia che si identifichino come uomo, donna, o nessuno dei due, non importa che siano attirati da un uomo, da una donna o da tutti e due. Vogliamo soltanto che ci si lasci vivere tranquillamente, con rispetto, amore e con i diritti che meritiamo. Ma in attesa che questo mondo esista, mi piacerebbe che le persone che si riconoscono nella lettura di queste parole sappiano che non sono sole”.