NBA, il piano per ripartire dopo il Coronavirus: tamponi, nuova stagione a dicembre e novità Playoff

L’NBA studia un piano per ripartire dopo lo stop forzato dal Coronavirus: il commissioner Adam Silver a colloquio con l’associazione giocatori

Una conference call nella quale trattare i temi più caldi della questione ripartenza, è quanto avvenuto nelle scorse ore fra il commissioner NBA Adam Silver e l’associazione giocatori rappresentata da Chris Paul e Michele Roberts. Secondo quanto riporta ESPN, sono stati discussi temi importanti legati alla sicurezza dei giocatori, al regolamento e agli aspetti economici che la pandemia ha evidentemente influenzato.

Topolino Disney Magic Johnson
Foto Getty / Handout

Condizione necessaria per tornare sul parquet è quella di avere a disposizione circa 15.000 tamponi necessari per testare giocatori e staff e dare il via libera alle partite che restano per completare la stagione. Se un giocatore dovesse risultare positivo verrà isolato e trattato individualmente, mentre il resto della squadra e chi è venuto a contatto con lui verrà testato. Non essendoci tifosi (si giocherà a porte chiuse), viene meno la necessità di spostarsi da una città all’altra, quindi luoghi come Disney Wolrd a Orlando e Las Vegas, isolati e in grado di ospitare più partite contemporaneamente e dare alloggio agli atleti, sono la migliore soluzione per disputare le partite.

Chris Paul
Foto Getty / Ezra Shaw

Per quanto riguarda i Playoff, la volontà è quella di mantenere il format standard da 7 gare, ma se la regular season dovesse subire dei ‘tagli’, si potrebbe giocare un torneo che dà accesso agli ultimi posti Playoff. Dipende tutto da quando si tornerà in campo. A tal proposito: servono almeno 3 settimane di preparazione, ma niente fretta negli allenamenti. Chris Paul ha infatti denunciato pressioni subite da alcuni giocatori per tornare ad allenarsi, eventualità che Silver ha definito ‘demoralizzante’.

adam silver
Stacy Revere -foto Getty

Indipendentemente da come e quando si concluderà la stagione attuale, la prossima ripartirà a dicembre, probabilmente a Natale come già accaduto nel 2011 dopo il famoso lockout. L’NBA si prepara ad un’intera stagione a porte chiuse, misura necessaria per evitare la diffusione del Coronavirus. L’assenza di pubblico, che rappresenta il 40% delle entrate dell’NBA, si rifletterà sul piano economico alle voci salary cap e contratti dei giocatori. Silver ha poi concluso rimandando una decisione sulla ripresa ai mesi di giugno o luglio, spiegando che: “fino a quando non c’è un vaccino o una cura che impedisca la morte delle persone, dobbiamo fare i conti con questa situazione tutti assieme. La questione fondamentale è quanto rischio siamo disposti a prenderci. Potrebbe essere la più grande sfida delle nostre vite”.