Lorenzo e Agostini
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Non è ancora finita e difficilmente terminerà a breve, a meno che uno dei due protagonisti di questa vicenda non decida di mettere la parola fine. Jorge Lorenzo e Giacomo Agostini continuano a beccarsi e, dopo l’affondo dell’ex pilota italiano, lo spagnolo ha risposto con un lunghissimo post sui social.

jorge lorenzoQueste le sue parole: “spero un giorno di non dover avere a che fare con le nuove generazioni, fossilizzandomi nei ricordi delle mie vittorie, confrontando il futuro con il mio passato dicendo: “Ai miei tempi…”. Credo che l’onorevole Giacomo Agostini debba capire che ogni epoca del motociclismo ha la sua storia, ogni campione ha la sua importanza nel contesto in cui ha vissuto, sia in termini di rivali che in termini di tecnologia. Ad esempio, anche se negli anni 60 si correva su circuiti con un livello di sicurezza molto basso, spesso la differenza tra la moto migliore e quella più lenta era di circa 10″. Alcuni piloti potevano godere di un tale vantaggio da potersi permettere di correre (e vincere in diverse categorie nella medesima stagione“.

jorge lorenzoLo spagnolo poi ha rincarato la dose, scendendo nei particolari: “sebbene la tecnologia stesse già avanzando, questa era lontana anni luce da quella attuale. Negli ultimi decenni, sia i circuiti che la tecnologia hanno fatto progressi enormi. Le Case cercano ogni piccolo vantaggio per battere i rivali e molte vittorie sono ottenute grazie al vantaggio di millesimi. Quando dopo 45 minuti di gara, un secondo separa il primo dal quinto classificato, significa che ogni piccolo dettaglio è necessario per ottenere un vantaggio e poter vincere. Al contrario, quando la differenza viene misurata in decine di secondi, minuti o addirittura giri, i piccoli dettagli diventano insignificanti. E, a quel punto, ci si può accontentare anche di un’ergonomia imperfetta. E questo, caro Giacomo, è una verità inconfutabile. Così, quando qualcuno (che conosce circostanze e fatti) sostiene che non ho ottenuto risultati in Ducati, non posso fare a meno di essere sorpreso. Con tutto il rispetto, penso che ricorrere al: “Io, ai miei tempi…” o al puro ‘Risultatismo’ per valutare la capacità di un campione dell’era moderna, mi sembra una banalità sconveniente per una leggenda del tuo calibro“.