Maxi Lopez, i figli e quella volta che litigò con il Mono Burgos: “voleva mangiarmi vivo, era come sfidare la morte”

L'attaccante argentino ha ricordato un curioso episodio capitato durante l'esperienza a Catania, quando litigò con il vice di Simeone

In Italia ha giocato con molte maglie, tra cui quella del Catania, indossata ai tempi di Diego Pablo Simeone come allenatore. Un periodo positivo per Maxi Lopez, considerando la stima che il Cholo dimostrava nei suoi confronti.

Mono Burgos
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Un giorno però qualcosa andò storto e, a farne le spese, sarebbe stato proprio l’attaccante argentino se non fosse intervenuto il preparatore atletico. A rivelare questo curioso aneddoto è stato proprio Maxi in una chiacchierata su Instagram con Lito Costa Febre: “all’epoca a Catania ero titolare, ma il Cholo in quella partita non mi aveva messo in campo. Ero nervoso perchè stava per nascere mio figlio e quindi gli avevo detto chiesto di non andare a Napoli. Al quindicesimo minuto mi fanno cominciare il riscaldamento e io non volevo farlo. Mono Burgos mi voleva mangiare vivo, era come sfidare la morte. Però il Profe Ortega mi ha tranquillizzato, nel secondo tempo sono entrato in campo e ho chiesto scusa a tutti“.

Wanda Nara
Claudio Villa/Getty Images

Per quanto riguarda il Coronavirus, Maxi Lopez ha spiegato come questa situazione gli abbia impedito di vedere i suoi figli negli ultimi 4 mesi: “non li vedo da gennaio, il primo giorno che potrò uscire dalla regione voglio andare da loro. Mi mancano da morire, conto i giorni. L’avvocato Rosenfeld? Non la auguro neanche al mio peggior nemico“.