Attacco frontale a Mancini, Luis Figo durissimo: “all’Inter mi ha umiliato, ci vogliono rispetto e educazione”

Il portoghese non le ha mandate a dire a Roberto Mancini, accusandolo di averlo umiliato durante l'esperienza condivisa all'Inter

Una carriera scintillante e piena di trofei, con alcune ombre che Luis Figo non è riuscito mai a cancellare. Una di queste è legata alla sua esperienza all’Inter, dove il rapporto con Roberto Mancini non è mai decollato.

Mancini
Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Il portoghese lo ha ammesso nel corso di una diretta Instagram con Fabio Cannavaro: “Roberto Mancini è stato una delle persone che più mi ha umiliato in carriera. Quando giochi, gli allenatori sono tutti bravi. All’Inter non ho avuto una buona esperienza con Mancini, soprattutto dal punto di vista umano, con lui mi è rimasto questo ricordo. All’Inter ho sofferto, avevo 34 o 35 anni e ho vissuto momenti complicati. Non chiedevo di giocare sempre, però non è che mi devi far giocare ma farmi scaldare 85 minuti per farmi giocare 3 e vedere se esplodo non è normale. Non dico che devi fare differenze nella gestione di rapporto con i giocatori in base alla loro età, però ci vogliono anche rispetto ed educazione. Se mi fai scaldare 90 minuti e ne gioco 3, allora non va bene. Tu devi essere professionista e accettare le scelte dell’allenatore ma il rapporto non è più lo stesso dopo. Se si parla, il giocatore capisce: può essere un conforto“.

Figo
Andreas Rentz/Getty Images

Figo poi ha rivelato i retroscena del suo trasferimento dal Barcellona al Real Madrid, avvenuto nel 2000: “la ricordo come una decisione difficile e importante: vai via da una città che ti ha dato tanto ma avevo bisogno di riconoscenza da parte di chi gestisce il club. Non l’ho ricevuta, così se hai un’altra proposta ci pensi. E’ cominciato tutto così. Il presidente mi ha detto “porta i soldi e vai via”: se uno ti dice così ti incazzi, soprattutto se cerchi di dare tutto. All’inizio a Madrid non è stato facile, era tutto nuovo: ma l’inserimento è stato veloce e con l’aiuto di tutti sono stato bene. Quell’estate potevo andare anche alla Lazio, era una squadra forte e aveva i soldi per comprarmi: volevano pagare la mia clausola. Ho scelto bene, cercavo una squadra che aveva grande obiettivi: non è andata male“.